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Pignoramento: valido anche se l’ufficiale giudiziario lo firma una sola volta

6 marzo 2015


Pignoramento: valido anche se l’ufficiale giudiziario lo firma una sola volta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2015



L’ingiunzione di astenersi dal sottrarre i beni all’esecuzione forzata non necessita di apposita sottoscrizione.

È valido l’atto di pignoramento se si limita a riportare l’ingiunzione, fatta dall’ufficiale giudiziario al debitore, di astenersi dal compiere atti volti a sottrarre, al creditore, i beni individuati nel verbale ed assoggettati all’esecuzione forzata, anche se tale dichiarazione non sia stata sottoscritta dall’ufficiale giudiziario stesso.

Lo ha detto la Cassazione con una recente sentenza [1].

La nullità del pignoramento potrebbe conseguire solo nel caso di mancanza dell’ingiunzione predetta. La legge [2], infatti, stabilisce che il pignoramento consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essi.

È sufficiente, dunque, per rendere valido il verbale, la sottoscrizione del creditore, il timbro dell’ufficiale giudiziario con la qualifica di quest’ultimo addetto all’Ufficio Unep del Tribunale e, infine, l’ingiunzione che questi ha rivolto direttamente al debitore esecutato, e contenuta nel verbale di pignoramento, con cui lo avverte di non disporre dei beni pignorati. Una generica firma, poi, sull’intero verbale è più che sufficiente a legittimare la paternità di ogni dichiarazione ivi resa e operazione attestata nell’atto medesimo.

Non è corretto, dunque, ritenere che ogni singola operazione compiuta dall’ufficiale giudiziario, e riportata sul verbale di pignoramento, necessiti di apposita sottoscrizione. La presenza della firma, in calce al verbale di pignoramento (specie se redatto su un unico foglio) consente di ricondurre, con sicurezza, l’atto al suo autore e, quindi, a legittimare la paternità dell’atto in ogni sua parte.

La sentenza

L’ingiunzione al debitore esecutato di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre la garanzia del credito indicato i beni assoggettati all’espropriazione fa acquistare certezza e rilevanza giuridica a detto obbligo e costituisce elemento essenziale dell’atto di pignoramento. Allo stesso modo è essenziale la sottoscrizione dell’ingiunzione da parte dell’ufficiale giudiziario, trattandosi di formalità indispensabile per ricondurre l’atto al suo autore, garantendone perciò la paternità. Tuttavia, l’ufficiale certifica l’eseguita notificazione mediante la relata da lui datata e sottoscritta in calce all’originale e alla copia dell’atto. Dato ciò, è sufficiente un’unica sottoscrizione da parte dell’ufficiale giudiziario, dato che la relata di notifica è apposta in calce all’atto, di seguito all’ingiunzione. D’altronde, è solo con la notifica dell’atto di pignoramento che il debitore viene effettivamente a conoscenza dell’ingiunzione.

Risultato: la sottoscrizione della relata di notifica è idonea non solo a certificare la notifica stessa, ma anche a garantire che l’ufficiale giudiziario ha provveduto all’ingiunzione.

note

[1] Cass. sent. n. 2859 del 13.02.2015.

[2] Art. 492 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

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