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Editoriali Negoziazione assistita e Rc auto: manca il raccordo tra norme

Editoriali Pubblicato il 6 marzo 2015

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> Editoriali Pubblicato il 6 marzo 2015

Sinistri stradali e spese di negoziazione: è necessaria una circolare per stabilire se i costi sono a carico del danneggiato, dell’assicurazione, o di entrambi.

 

L’introduzione della negoziazione Rc auto pone importanti questioni di raccordo con la disciplina sul risarcimento diretto. Il potenziale contrasto tra norme appartenenti a testi legislativi introdotti in tempi diversi genera infatti (soprattutto nei consumatori) domande e perplessità riguardo alla sorte delle spese per il procedimento.

Su chi gravano i costi della negoziazione Rc auto? Le spese di procedura sono dovute anche nell’ipotesi di mancato accordo? Per rispondere è necessario fare riferimento ad una recente sentenza del Tar, e analizzare poi, brevemente, la disciplina sul risarcimento diretto.

 

Il Tar del Lazio si è recentemente pronunciato in tema di spese per il procedimento di mediazione [1], stabilendo la gratuità delle prestazioni professionali, con riferimento al solo primo incontro, qualora il tentativo di accordo si risolva in un nulla di fatto [2].

Le spese di negoziazione

Anche nell’ ambito della normativa sulla negoziazione Rc auto, introdotta il 9 febbraio scorso [3], potrebbero presto verificarsi contrasti fra norme. Il mancato raccordo infatti, tra la disciplina sul risarcimento Rc auto e quella sul nuovo istituto pone non pochi dubbi sulle spese del procedimento.

Ci si chiede, in particolare, se non siano le stesse assicurazioni a doverne coprire i costi, affinché il ricorso alla negoziazione Rc auto (già condizione di procedibilità della domanda giudiziale, come spiegato anche da SosTariffe.it) non pesi sul danneggiato.

Le norme sul risarcimento diretto [4] escludono che vengano liquidati compensi per la consulenza o l’assistenza professionale di cui si sia avvalso il danneggiato, diversa da quella medico-legale per i danni alla persona, quando la somma offerta dall’impresa di assicurazione sia accettata dal danneggiato.

In buona sostanza, secondo una prima interpretazione, gli unici compensi dovuti dal danneggiato erano quelli rivolti al proprio avvocato, oppure ad un perito, nel caso in cui il giudizio civile si fosse instaurato. Prima dell’introduzione della mediazione prima, e della negoziazione Rc auto poi, infatti, esistevano solo due ipotesi: offerta di risarcimento ritenuta congrua, e accettata, o ricorso al giudice per ottenere il risarcimento (o un equo risarcimento).

Pertanto, è attualmente necessaria una circolare interpretativa ministeriale che stabilisca se, l’accettazione dell’offerta intervenuta in fase di negoziazione Rc auto, possa escludere il pagamento delle spese di procedura da parte del danneggiato.

Tuttavia, nessun compenso è dovuto dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato [5]. In via generale comunque (pur attendendo chiarimenti dal Ministero) data l’obbligatorietà dell’assistenza legale i compensi per l’assistenza professionale dovrebbero rimanere a carico delle parti.

note

[1] Tar Lazio, Roma, Sezione I, 23 gennaio 2015 n° 1351.

[2] I giudici, nella causa in questione, decidevano per l’annullamento dell’art.16, commi 2 e 9 del d.m. 180/2010 per contrasto con l’art. 17, comma 5-ter del d.lgs 28/2010.

[3] D.l. 132/2014.

[4] Regolamento attuativo della disciplina sul risarcimento diretto, art. 9 comma 2 del d.p.r. 254/2006.

[5] Il riferimento è al T.U. Delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. Per ottenere il gratuito patrocinio la parte interessata è tenuta a depositare all’avvocato una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dallo stesso professionista, nonché a produrre, se richiesto, i documenti comprovanti la veridicità delle dichiarazioni.


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