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Animali selvatici che attraversano la strada: risarcimenti e novità


Animali selvatici che attraversano la strada: risarcimenti e novità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 marzo 2015



Fauna e sinistri stradali: responsabile sia la Provincia che la Regione.

Interessante sentenza quella emessa dal Giudice di Pace di Borgomanero (sezione distaccata del Giudice di Pace di Novara, ma oggi soppressa per via del riordino della geografia giudiziaria) [1]. Si tratta di una sorta di vademecum su come ottenere il risarcimento in caso di sinistri stradali provocati dall’attraversamento della strada da parte di animali selvatici. Sinistri che, a ben vedere, sono tutt’altro che rari, posto l’elevato numero di controversie in materia pendenti presso le aule dei tribunali. E ciò nonostante la presenza sulle strade della adeguata segnaletica che avvisa i veicoli del rischio “fauna”.

La pronuncia in commento affronta i due principali scogli nell’affrontare tale tipo di giudizi: a chi va chiesto il risarcimento e quali prove bisogna fornire?

1 | CHI CHIAMARE IN CAUSA?

La pronuncia si sofferma, innanzitutto, sul problema del soggetto a cui va chiesto il risarcimento (la cosiddetta legittimazione passiva).

A riguardo, il Giudice ha ritenuto che sussista la responsabilità solidale della Provincia e della Regione: entrambe, quindi, vanno condannate a pagare la somma richiesta dal danneggiato.

E ciò perché, stante la sovrapposizione di competenze, poteri e funzioni tra regioni e province, la responsabilità non è di uno solo di questi, ma di entrambi gli enti, i quali, pertanto, sono corresponsabili, sia pure a diverso titolo, dei danni provocati dalla fauna selvatica e possono essere chiamati a rispondere, in solido, dei danni lamentati dagli utenti della strada.

2 | QUALI PROVE FORNIRE?

Potrebbe sembrare banale una causa per il danno provocato dall’attraversamento di un animale: una dinamica, in sé considerata, piuttosto semplice. E, invece, non è per niente così. L’avvocato, infatti, deve dimostrare:

– i fatti storici accaduti e quindi: a) la presenza dell’animale al centro della strada; b) l’incidente; c) i danni riportati alla persona e al mezzo;

– il rapporto di causa-effetto tra il fatto (l’animale) e il danno;

– la colpa degli enti ritenuti responsabili per non aver adottato tutti gli strumenti necessari a limitare il del rischio di attraversamento della strada da parte degli animali (per esempio: non aver installato reti di contenimento o predisposto percorsi alternativi obbligati tramite ecodotti);

– l’assenza di condotta colposa del conducente idonea tale da aver contribuito a determinare l’incidente: ossia il fatto che l’automobilista abbia tenuto una guida responsabile e prudente, rispettosa del codice della strada (anche in ragione dell’eventuale assenza di contravvenzioni elevate).

note

[1] G.d.P. Novara sent. del 26.05.2014.

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