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Lo sai che? Isee: calcolo della giacenza media del conto nella DSU

Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 marzo 2015

Indicatore situazione economica equivalente, come ottenere la media della giacenza in conto corrente: scarica il programma gratuito.

Dal 1° gennaio 2015 è in vigore la riforma Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Con specifico riferimento al conto corrente occorre tenere presente che, nella compilazione della Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini Isee), oltre al saldo bancario al 31 dicembre, ora si deve indicare anche la giacenza media nel corso dell’anno.

La regola della giacenza media è stata prevista onde evitare che i contribuenti potessero essere tentati dall’effettuare manovre fraudolente, come quella di svuotare il conto a fine anno, per poi ripristinarlo nei primi giorni di quello successivo, al solo scopo di falsare il dato effettivo e poter indicare, nell’Isee, una giacenza in banca prossima allo zero. Infatti, l’esperienza degli anni passati con le regole del vecchio Isee, ha dimostrato come i contribuenti italiani abbiano fatto un uso assolutamente distorto della autodichiarazione necessaria al rilascio dell’Isee. Si pensi che il 80% delle famiglie che ha presentato l’Isee ha dichiarato di non avere un conto corrente o un libretto postale, mentre invece, secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, circa il 91,5% delle famiglie ha un deposito bancario o postale. E ciò vale anche nelle fasce meno abbienti della popolazione, dove la percentuale è, comunque, ugualmente elevata (il 70% ha un conto corrente intestato a sé).

Come ottenere il calcolo della giacenza media?

Ci sono due modi. O lo si fa da sé o lo si chiede in banca.

Nel primo caso, bisognerà procurarsi un estratto conto del proprio rapporto con la banca, con il saldo per ogni giorno dell’anno; gli importi così risultanti andranno tutti sommati e poi divisi per 365.

Per quanto si tratti di un’operazione banale (364 addizioni e una divisione), il rischio è che, per un semplice errore materiale, si possa incorrere nella dichiarazione fraudolente, con risvolti anche di carattere penale.

Nel secondo caso, invece, il contribuente potrà richiedere direttamente allo sportello della banca (o dell’ufficio postale) l’importo della giacenza media annua sul suo conto e ciò in forza di un accordo fra Abi, Poste Italiane e ministero del Lavoro.

Tale problema, comunque, si pone solo per il 2015, perché, dal prossimo anno – anche in materia di patrimonio mobiliare (conto corrente ma anche azioni, risparmi, investimenti, quote societarie e via dicendo) – l’Inps chiederà i dati direttamente all’Anagrafe Tributaria e, quindi, se ciò verrà confermato, nella DSU non ci sarà più bisogno di compilare tale campo.

Ancora per il 2015, invece, l’istituto di previdenza, per calcolare l’Isee si baserà sull’autodichiarazione del contribuente (anche se molti dati saranno comunicati direttamente dall’agenzia delle Entrate o ricercati dall’istituto di previdenza nei propri archivi; ad esempio, già dal 2015, il reddito sarà comunicato direttamente dall’agenzia delle Entrate, in base alla dichiarazione dei redditi).

Che succede se la banca non rilascia la certificazione della giacenza media in conto?

Trattandosi di un’autodichiarazione, bisognerà provvedere manualmente da sé. Consigliamo, eventualmente, piuttosto che il vecchio metodo della calcolatrice, di utilizzare un foglio di calcolo elettronico come questo allegato e scaricabile liberamente da qui: “Calcolo giacenza media”.

Come funziona il programma?

Dopo aver scaricato il file Excel, tutto ciò che dovrete fare è riportare, accanto ad ogni data, l’importo presente, in quel momento, sul conto corrente (sarà possibile chiederlo alla banca, scaricarlo dal vostro servizio di home banking, ottenerlo tramite bancomat, ecc.).

Dopo aver riportato i 365 importi, nella cella accanto apparirà automaticamente il valore corrispondente alla giacenza media in conto per l’anno i cui dati avete inserito.

note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. Ottima la spiegazione, mi permetto di segnalarvi che nel foglio excel c’è un errore nella formula che somma il 1 gennaio e il 31 dicembre invece di fare dal 1 gennaio al 31 dicembre.

  2. è difficile avere l’importo giorno per giorno: significa calcolare per ogni cella la differenza tra entrate e uscite e nel foglio excel non è previsto. Inutile.

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