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Lo sai che? Frazionamenti e manutenzione straordinaria: niente più permesso

Lo sai che? Pubblicato il 9 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 marzo 2015

Sufficiente la comunicazione di inizio lavori asseverata da un tecnico di fiducia.

 

Non c’è più bisogno del permesso a costruire da parte dell’amministrazione comunale, per frazionare o accorpare gli immobili. Da oggi, infatti, basta una semplice comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) da un tecnico del Comune. È quanto disposto dal recente decreto Sblocca Italia [1]. La nuova normativa considera i frazionamenti e gli accorpamenti non più rientranti nella categoria della ristrutturazione edilizia (che richiedeva il rilascio del permesso a costruire) ma in quella della manutenzione straordinaria.

Nella nuova disciplina rientrano anche l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti.
Dunque, per eseguire frazionamenti e accorpamenti non sarà più necessario alcun titolo abitativo, ma è sufficiente che il titolare dell’immobile (o colui che vanta un diritto reale sulle stesso come il diritto di superficie, di abitazione, di usufrutto, ecc.) presenti una Cila (comunicazione inizio lavori asseverata). Dopo la trasmissione della Cila, l’interessato potrà dare autonomamente il via ai lavori.

Con la Cila va allegato un elaborato progettuale rilasciato da un proprio tecnico di fiducia, il quale assevera la domanda (senza più bisogno neanche della precedente relazione tecnica). Si deve trattare di un tecnico abilitato (ad esempio, ingegnere o geometra) che, dopo aver indicato gli estremi della ditta appaltatrice cui sono stati affidati i lavori, attesti sotto la propria responsabilità:
– la conformità agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi;
– la compatibilità con la normativa in materia sismica e sul rendimento energetico;
– la non incidenza sulle parti strutturali dell’edificio (pilastri, travi).
La Cila va presentata compilando degli appositi modelli, disponibili presso il sito istituzionale di ciascun ente locale.

La manutenzione straordinaria può anche comportare aumento del carico urbanistico e della superficie calpestabile, ma in questo caso il proprietario dell’immobile dovrà pagare la quota del contributo di costruzione relativa alle opere di urbanizzazione (così, per esempio, nel caso di realizzazione di soppalchi abitabili). In tutti gli altri casi, la Cila è gratuita.

 

Gli interventi di manutenzione straordinaria non potranno, comunque, alterare la volumetria dell’edificio, ferma restando altresì l’originaria destinazione d’uso.

Ci sarà, invece, bisogno di presentare la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) se l’intervento riguarda le parti strutturali dell’immobile.
Nel caso di interventi abusivi per i quali è prevista la presentazione della Cila (ossia nei casi in cui la stessa non venga presentata al Comune) non sono previste sanzioni penali, ma solo amministrative pecuniarie (1.000 euro, ridotta a 333 euro nel caso di comunicazione spontanea in corso di esecuzione dei lavori).

note

[1] D.L. 133/2014.

Autore immagine: 123rf com


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