Bloccato 5elafabook, il social network lanciato dall’ISIS!

9 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 marzo 2015



La minaccia al terrorismo arriva anche dal Web dove l’Islamic State of Iraq and Syria per aggirare i blocchi di Twitter e Facebook, lancia un nuovo social network chiamato Khelafabook.

Grazie all’uso dei social network i terroristi riescono a prendersi gioco delle forze dell’ordine e a mantenere i contatti con le cellule infiltrate nei vari Paesi. Diventa sempre più difficile stanarli e bloccare gli attacchi grazie al Web e ai nuovi canali di condivisione. Secondo uno studio pubblicato questa settimana dal Brookings Institute, tra settembre e dicembre del 2014 l’ISIS ha operato su Twitter attraverso circa 46 mila account.

La piattaforma di microblogging è stata utilizzata dall’Islamic State of Iraq and Syria soprattutto per lanciare il suo messaggio di sfida all’occidente, fare propaganda e reclutare nuovi terroristi tra le persone vulnerabili alla radicalizzazione. Si tratta di uno dei gruppi terroristici più brutali, salito alle cronache soprattutto per la pubblicazione dei video che riprendono la decapitazione degli ostaggi.

Secondo questo studio, la maggior parte di questi 46000 account su Twitter sono stati creati in Siria, Iraq, Arabia Saudita, Stati Uniti ed Egitto e hanno utilizzato come lingua principale l’arabo. Inoltre ognuno di questi account poteva contare più di 1000 followers, e questo la dice lunga sul seguito avuto dai terroristi.

Di conseguenza sia Twitter che diversi pirati informatici si sono attivati per bloccare gli account incriminati, ma si tratta di un’impresa molto ardua da portare a termine, proprio per la natura stessa della Rete. Ed è proprio di queste ore la notizia della nascita di un nuovo social network affiliato all’ISIS e chiamato Khelafabook o 5elafabook, molto simile a Facebook nell’interfaccia e nel funzionamento, anche se gli utenti non possono caricare foto e video.

Il sito è ospitato sui server americani di GoDaddy ed è registrato ad un certo Abu Musab che si dichiara di Mosul. Sebbene questa piattaforma sociale dichiari di non avere legami diretti con l’ISIS, mira a raccogliere sostenitori del gruppo di terroristi islamico. La notizia ha fatto rapidamente il giro del Mondo e dopo poche ore il sito è stato misteriosamente chiuso per proteggere, a quanto si dice, la sicurezza dei suoi membri.

Khelafabook

Sulla home page per ora c’è solo un’immagine con alcune scritte che inneggiano al califfato e che promettono di tornare presto online, ma diversi attivisti di Anonymous hanno già messo Khelafabook tra i loro prossimo obiettivi.


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