Per chi non ha il POS, sanzione da 500 euro alla sospensione attività

10 marzo 2015


Per chi non ha il POS, sanzione da 500 euro alla sospensione attività

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 marzo 2015



Lotta al contante: nel ddl incentivi per il bancomat.

Arrivano le sanzioni per lavoratori autonomi e professionisti che non saranno provvisti di POS nello studio o nel negozio onde consentire ai propri clienti di pagare in modalità elettronica.

La guerra al contante è appena iniziata e il bazuca utilizzato dal governo sono le “multe” per chi non predisporrà sistemi di pagamento con carta di debito o di credito. Il famoso “Pos” (Point of sale, ossia “punto di vendita”) diventa quindi, a tutti gli effetti, obbligatorio con il ddl appena approdato al Senato ed ora all’esame.

Non che il Pos non sia obbligatorio sin d’ora (solo, comunque, per i pagamenti superiori a 30 euro), ma, in verità, la norma introdotta nel 2012 [1] è lacunosa in quanto non prevede alcuna sanzione in caso di mancato ottemperamento. Unica conseguenza per chi non si munisce dell’apparecchio elettronico è l’obbligo di rifondere i maggiori costi sostenuti dal cliente – che abbia chiesto di pagare con la carta – per far fronte ad altri tipi di transazione.

Ora il ddl [2] pone fine a questa strana anomalia normativa, introducendo una multa di 500 euro per gli inadempienti.

Dall’altro lato viene offerto lo zuccherino per mandare giù la medicina: qualora la copertura economica lo consentirà, saranno previste detrazioni dall’imponibile reddituale del costo percentuale di ogni transazione eseguita con il bancomat.

Il presente disegno di legge è volto quindi sia a “premiare” il professionista, commerciante, esercente o l’azienda che, in adempimento della normativa, abbia provveduto a dotarsi degli strumenti elettronici di pagamento, sia a tutelare il consumatore e fruitore del servizio nel caso in cui si veda negata la legittima possibilità di procedere al pagamento mediante strumenti elettronici.

 

 

Quando scatta l’obbligo

Solo per pagamenti superiori a 30 euro. Ma questo non vuol dire che lo studio o l’esercente non debba essere dotato del Pos. Infatti, è diritto del professionista o dell’autonomo solo rifiutare il pagamento elettronico per importi fino a 30,99 euro. Dopo tale soglia, invece, egli non potrà negare la transazione con Pos.

La sanzione di 500,00 euro, dunque, scatta in due distinte ipotesi:

– se il professionista/commerciante abbia rifiutato il pagamento con Pos per importi superiori a 30 euro

– oppure se il professionista/commerciante non sia munito di adeguati mezzi a tale scopo destinati (il Pos è solo uno dei tanti).

La sanzione viene irrogata dietro segnalazione del consumatore alla Guardia di finanza o anche da parte di quest’ultima che abbia agito d’ufficio.

Che succede dopo la sanzione?

Dopo l’irrogazione della sanzione, il professionista/commerciante dovrà adeguarsi alla normativa e installare un sistema di pagamento elettronico entro i 30 giorni successivi, dandone comunicazione all’amministrazione entro 60 giorni. Se non lo fa, scatta una seconda multa di 1000 euro. Anche in questo caso, della successiva regolarizzazione va data comunicazione entro 30 giorni altrimenti scatta la sospensione dell’attività da parte della Guardia di finanza.

note

[1] D.l. n. 179/2012.

[2] Ddl n. 1747.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. fate come me, il pos l’ho installato la volta prima, ho preso uno di quelli che funziona collegato al pc e quindi slegato da una banca. Dopo 1 mese s’è pure guastato, quindi c’è l’ho ma non funziona.

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