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Le Guide Lavori usuranti: come ottenere la pensione anticipata

Le Guide Pubblicato il 10 marzo 2015

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> Le Guide Pubblicato il 10 marzo 2015

Prepensionamento: requisiti di accesso e contribuzione per ottenere il beneficio.

Accesso privilegiato alla pensione per i lavoratori adibiti a mansioni particolarmente faticose e pesanti: a decorrere dal 2012, infatti, viene meno il bonus consistente nell’anticipo di tre anni rispetto ai requisiti generali per la pensione di anzianità, ma, al suo posto, come eccezione al generale innalzamento dei requisiti contributivi previsti per la pensione anticipata, per i dipendenti adibiti a lavori usuranti si continueranno ad applicare i requisiti previsti dalla precedente normativa secondo il cosiddetto sistema della “quote”.

1 | QUALI LAVORATORI AMMESSI AL BENEFICIO?

 

In deroga alle regole previste per i lavoratori ordinari, possono godere dei particolari requisiti di accesso alla pensione anticipata quei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, adibiti alle mansioni riconosciute dalla legge come usuranti. Restano dunque esclusi i lavoratori autonomi.

Le categorie di lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che il legislatore ha ritenuto meritevoli di una peculiare tutela sono:

– i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, non in sé e per sé, ma solo se espressamente riconosciute tali dalla legge;

– i lavoratori notturni;

– i lavoratori addetti alle lavorazioni cosiddette “a catena”;

– i conducenti di veicoli, di capienza non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Ognuna delle predette categorie, per poter usufruire dei requisiti pensionistici tipici delle attività usuranti, deve possedere le caratteristiche che qui di seguito vedremo.

a) Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti

 

Si tratta di lavoratori dipendenti impegnati in lavorazioni considerate particolarmente usuranti dalla legge e tassativamente individuate [1]:

Lavori nelle cave

Lavori nelle gallerie

Lavori nelle miniere

Lavori in cassoni ad aria compressa

Lavori ad alte temperature

Lavorazione del vetro cavo

Lavori espletati in spazi ristretti

Lavori di asportazione dell’amianto.

b) Lavoratori notturni

Sono considerati usuranti le attività eseguite da lavoratori notturni alle seguenti condizioni:

– lavoratori a turni che prestano la loro attività di notte per almeno 6 ore comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per un numero minimo di giorni lavorativi annui non

inferiore a 64.

Solo chi raggiunge un numero di notti pari o superiore a 78 nell’anno è equiparato nelle condizioni di accesso alla pensione alle altre categorie di lavorai usuranti. Per quelli con un numero inferiore, compreso tra 64 e 71 e tra 72 e 77 i requisiti pensionistici previsti per le altre categorie di lavoratori sono incrementati rispettivamente di 2 e di 1 unità;

– lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.

c) Lavoratori addetti alla linea catena

Rientrano in questa categoria i dipendenti di imprese il cui prodotto è frutto di una lavorazione a catena di montaggio, con esclusione degli addetti alle attività collaterali alle linee di produzione, alla loro manutenzione, al rifornimento dei materiali e alle attività di regolazione o controllo.

Rientrano nella categoria dei lavori usuranti non tutti i lavori a catena, ma solo quelli in imprese che, ai fini delle tariffe lnail, sono elencate alle seguenti voci:

– prodotti dolciari; additivi per bevande e altri alimenti;

– lavorazione e trasformazione di resine, produzione di articoli finiti, ecc;

– macchine per cucire e rimagliatrici per uso domestico o industriale;

– costruzione di auto e rimorchi;

– apparecchi termici: produzione di vapore, riscaldamento, refrigerazione, condizionamento;

– elettrodomestici;

– altri strumenti e apparecchi;

– confezione con tessuti di articoli per abbigliamento ed accessori;

– confezione di calzature;

d) Conducenti di veicoli, di capienza non inferiore a 9 posti adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo

2 | PERIODO MINIMO DI SVOLGIMENTO EFFETTIVO DELLE MANSIONI USURANTI

Per le categorie di lavoratori predetti la pensione anticipata scatta in presenza di requisiti ridotti rispetto alla generalità degli altri lavoratori. In particolare, è necessario aver svolto le sopra elencate attività per i seguenti periodi di tempo minimo:

– almeno sette anni, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi dieci anni di attività lavorativa, per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017;

– almeno metà della vita lavorativa complessiva, per le pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2018.

Per il computo dei periodi di svolgimento delle attività usuranti, si tiene conto dei soli periodi di lavoro effettivamente svolto, con esclusione di quelli totalmente coperti da contribuzione figurativa (cassa integrazione a zero ore, congedi, maternità ecc.).

3 | IL BENEFICIO

Il beneficio riconosciuto alle attività usuranti non consiste in un maggiorazione della anzianità contributiva maturata, né in un calcolo della prestazione con criteri più vantaggiosi. Dal 1° gennaio 2012, per via della riforma Monti-Fornero, ai lavoratori adibiti ad attività usuranti si applicano i requisiti di accesso al pensionamento di anzianità previsti per la generalità dei lavoratori prima dell’entrata in vigore della predetta riforma.

Per esempio:

Nell’anno 2016, possono usufruire della pensione anticipata gli uomini con 42 anni e 10 mesi e le donne con 41 anni e 10 mesi, con quota 97,6, età anagrafica minima 61 anni e 7 mesi, requisito contributivo 35 anni.

4 | LA DOMANDA DI ACCESSO AL BENEFICIO

La regole per il riconoscimento del lavoro usurante sono diverse rispetto all’istanza di pensione ordinaria.

Una volta ricevuto dall’Inps la conferma sulla sussistenza dei requisiti di accesso al beneficio, bisognerà presentare una domanda per il riconoscimento dei lavori usuranti e la relativa documentazione entro il 10 marzo dell’anno in cui si perfezionano i requisiti previsti dalla quota.

Il ritardo nella presentazione della domanda comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, un differimento della decorrenza del trattamento pensionistico pari a:

– 1 mese, per un ritardo nella presentazione di massimo di un mese;

– 2 mesi, per un ritardo nella presentazione compreso tra un mese e tre mesi;

– 3 mesi per un ritardo nella presentazione pari o superiore a tre mesi.

Il datore di lavoro è tenuto a rendere disponibile per il lavoratore la documentazione entro trenta giorni dalla richiesta, tenuto conto degli obblighi di conservazione della medesima. I documenti devono riportare, salvo i casi di comprovata impossibilità, la dichiarazione di conformità all’originale rilasciata dal datore di lavoro o dal soggetto che detiene stabilmente la documentazione in originale.

Dopo la presentazione della domanda di accesso al beneficio, l’Inps comunica al lavoratore interessato, entro il 30 ottobre dello stesso anno:

– l’accoglimento della domanda, con indicazione della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico, qualora sia accertato il possesso dei requisiti e sia verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;

– l’accertamento del possesso dei requisiti relativi allo svolgimento di lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, col differimento della decorrenza del trattamento pensionistico nel caso di insufficiente copertura finanziaria;

– il rigetto della domanda qualora sia accertato il mancato possesso dei requisiti o la non procedibilità dell’istanza.


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