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Lo sai che? Basta la radiografia per il risarcimento da colpo di frusta

Lo sai che? Pubblicato il 11 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 marzo 2015

Incidenti stradali e lesioni lievi: risarcito il danno biologico permanente per il “rachide cervicale”.

È vero, il Decreto “Cresci Italia” del 2002 ha ghigliottinato tutti i risarcimenti per lesioni di lieve entità conseguenti a sinistri stradali: la legge, infatti, impedisce la liquidazione dell’indennizzo quando il danno, riportato a seguito dell’incidente, non sia suscettibile di “accertamento clinico strumentale obiettivo”, ossia non possa essere verificato con gli strumenti medici.

In pratica, tutte le volte in cui il dolore, il capogiro, il senso di nausea vengono solo riferiti dall’infortunato, ma non possono essere verificati clinicamente, non scatta alcun risarcimento. E questo per evitare che gli automobilisti siano tentati dall’esagerare le proprie condizioni di salute, per come soggettivamente avvertite, al solo scopo di ottenere qualche centinaio di euro in più.

Ma questo non vuol dire che ottenere la liquidazione del danno sia divenuto impossibile. La recente sentenza [1] emessa dal Tribunale di Trento ne è la dimostrazione.

Di fronte alla radiografia e alla consulenza del perito che confermano il trauma distorsivo all’automobilista, l’assicurazione non può negare il risarcimento del danno biologico permanente per la “rettilineizzazione” del rachide cervicale.

Insomma, l’accertamento radiologico è proprio quell’accertamento strumentale obiettivo richiesto dalla legge e da cui deve emergere, sul piano documentale, la lesione lamentata dal conducente. È dunque questa la chiave per ottenere la liquidazione dell’indennizzo: un caro prezzo, considerati i tempi di attesa per ottenere i raggi, nonché l’effetto sulla salute che essi possono comportare.

Insomma, non può essere il solo danneggiato a lamentare il colpo di frusta e il cosiddetto “rachide cervicale”, ma è necessario il raffronto con gli accertamenti strumentali medici ed, eventualmente, la conferma del perito.

note

[1] Trib. Trento, sent. n. 247/15 del 9.03.2015.

Autore immagine: 123rf com


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