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Il contratto: scritto o orale?

11 Marzo 2015


Il contratto: scritto o orale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Marzo 2015



Principio di libertà di forma: scrittura privata o atto pubblico dal notaio; ecco come, nel nostro ordinamento, si stipulano gli accordi negoziali.

Carta canta” dice un detto popolare. Meglio mettere tutto per iscritto. Non solo perché col tempo gli accordi si dimenticano facilmente, ma anche perché, in caso di contestazioni, sarà più facile venirne a capo ed, eventualmente, provare al giudice di avere ragione.

Così, nonostante la legge imponga solo in casi eccezionali la forma scritta (si pensi alle vendite di immobili), per tutti i contratti e pagamenti vi è libertà di forma. Questo vuol dire: via libera agli accordi orali, ma con le conseguenze che abbiamo appena accennato.

Del resto, quando andiamo dal giornalaio a comprare il giornale non facciamo altro che concludere un contratto di compravendita: cosa (la rivista) contro prezzo (il corrispettivo del giornale). È un contratto che si formalizza in modo orale. A nessuno verrebbe in mente di fare una scrittura privata o, tantomeno, andare dal notaio per un atto del genere.

Stesso discorso quando si va a fare la spesa. Raccogliere gli oggetti dallo scaffale del supermercato è un atto che ha effetti giuridici. Il passaggio sul rullo e della cassa e la lettura dello scanner manifesta l’intenzione di acquistare di una parte, e di vendere dell’altra. Anche in questo caso l’accordo avviene oralmente. O meglio, come si suol dire in questi casi, per comportamenti concludenti, ossia con condotte che manifestano inequivocabilmente l’intenzione del venditore e dell’acquirente di giungere alla stipula del contratto e di obbligarsi reciprocamente.

Gli esempi potrebbero moltiplicarsi.

Sbagliano, quindi, coloro che, quando sentono la parola contratto, pensano subito al notaio, all’avvocato o al commercialista ed escludono in partenza di poter essere in grado di scriverne uno, quasi fosse un atto sacrale che solo alcuni sacerdoti del diritto sarebbero in grado di stilare.

È vero, quindi: ci si può arrangiare da sé; ma, in realtà resta consigliabile ricorrere a un professionista per i contratti di particolare complessità e rilevanza economica. Non capita raramente che la legge faccia discendere conseguenze “catastrofiche” (anche solo di carattere fiscale) da questioni terminologiche che ai non addetti al settore possono sembrare inezie.

Si pensi all’obbligo di precisare il nome delle parti, le prestazioni alle quali le parti si obbligano, il prezzo, i tempi di consegna e di pagamento. Il tutto può essere riportato (non importa se scritto con una penna o con un computer) su un normalissimo foglio di carta.

Attenzione! Per dimostrare l’esistenza del contratto scritto si deve essere in grado di esibire l’originale. E questo perché le copie fotostatiche, nel nostro ordinamento, fanno prova solo se non sono contestate dalla controparte (cosa che, quindi, risulta assai automatico fare per un avvocato).

Sarà quindi importante conservare sempre un originale dell’accordo con la firma – sempre in originale – della controparte.

note

Autore immagine: 123rf com


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