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Buoni lavoro: la nuova procedura

5 Maggio 2016 | Autore:
Buoni lavoro: la nuova procedura

Quando deve avvenire la comunicazione e con quali modalità vengono emessi i voucher: le sanzioni per violazione nella nuova disciplina dei buoni lavoro.

L’uso dei voucher lavoro (o buoni lavoro INPS) è stato spesso in questi mesi demonizzato e sottoposto all’accusa di aumentare il precariato, ovvero di valere per l’esatto opposto della sua funzione originaria. Nato per far in modo che emergesse il lavoro nero e che anche per i piccoli lavoretti si venisse pagati avendo tutelati i propri diritti in termini di contributi, assicurazione e previdenza, il voucher lavoro è stato in questi giorni sottoposto a forti critiche a causa anche di un’evidenza innegabile: la crescita proporzionale dell’uso dei voucher e delle morti sul lavoro. Quando cioè si verificava statisticamente un aumento degli incidenti sul lavoro e delle cosiddette “morti bianche”, si verificava al contempo un aumento della richiesta di voucher. Si tratta evidentemente di un fenomeno triste ma che offre uno spaccato di come sia spesso semplice aggirare la legge attraverso meccanismi anch’essi legali, restando impuniti.

La procedura di utilizzo dei voucher a partire dal prossimo Consiglio dei Ministri potrebbe cambiare. Ecco le nuove regole che dovrebbero essere approvate nei prossimi giorni.

Per un dettaglio rispetto all’attuale disciplina dei buoni lavoro (o voucher lavoro) rimandiamo al nostro approfondimento Buoni lavoro: vantaggi e svantaggi di uno strumento flessibile.

Voucher lavoro: nuove modalità di richiesta 

La prima modifica riguarda la procedura di richiesta. Almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, sarà necessario che il committente (ovvero l’imprenditore o il professionista) comunichi i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore con un sms o via posta elettronica alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Nella medesima comunicazione sarà necessario indicare anche il luogo e la durata dell’impiego accessorio.

Lo strumento del buono lavoro diventa dunque pienamente tracciabile. Se la normativa venisse approvata – come sembra sia l’orientamento generale – essa modificherebbe in maniera sostanziale l’attuale sistema che prevede una comunicazione di inizio della prestazione entro i 30 giorni successivi.

Cumulabilità dei buoni lavoro

Con riferimento all’importo massimo percepibile non verranno intaccati i limiti dei 7mila euro per la prestazione complessiva e di 2mila euro per la prestazione svolta per ogni singolo committente. Naturalmente come già accade fa eccezione l’agricoltura: non vale in questi casi il limite per ciascun committente, ma si applica il solo limite complessivo di 7mila euro per lavoratore (in questo settore esiste già un limite per l’utilizzo dei buoni che sono concessi solo per attività stagionale, effettuata da pensionati e under 25enni).

Le sanzioni in caso di violazione della procedura di richiesta voucher

Nei casi in cui si verifichi una violazione di queste regole, scatteranno sanzioni amministrative anche piuttosto “salate” da 400 a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata emessa la comunicazione.

Riforma buoni lavoro: possibili ulteriori modifiche

Quella appena citata è probabilmente la prima e più importante riforma relativa al sistema dei voucher lavoro INPS, ma probabilmente non sarà l’ultima. Ieri, durante la sessione del question time alla Camera, il premier ha sottolineato come “i percettori di voucher oscillano tra 1,9% e 2,7% della forza lavoro, in larga parte turismo e commercio. Se ci sono eccessi siamo pronti a discuterne”. Questa affermazione, correlata con le lamentele da parte dei sindacati e dell’opinione pubblica delle quali abbiamo accennato in apertura, potrebbe prevedibilmente portare ad ulteriori modifiche, sulle quali, naturalmente, vi terremo aggiornati.


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