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Spese universitarie dei figli: il mantenimento e il concorso del padre

12 marzo 2015


Spese universitarie dei figli: il mantenimento e il concorso del padre

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 marzo 2015



Sono un padre separato: la mia ex moglie mi chiede spese straordinarie senza mai averle concordate con me; per quanto riguarda le spese scolastiche, quali sono quelle che il padre non affidatario deve corrispondere all’ex coniuge? Nello specifico, se la mia condizione economica non me lo permette, sono obbligato a pagare il 50% delle spese universitarie? È obbligatorio mandare all’università i propri figli? Posso non essere d’accordo?

La legge non prevede esplicitamente regole sul riparto delle spese universitarie; la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie è stata elaborata dalla giurisprudenza e, soprattutto, dalla prassi.

Prima di tutto va letto attentamente il provvedimento del giudice che decide sul mantenimento dei figli e che prevale sulle considerazioni generali: se esso prevede la necessità di accordo per le spese scolastiche, la moglie non può pretendere il rimborso in mancanza di tale accordo. Insomma, in tal caso le spese andranno concordate, di volta in volta, dalle parti prima dell’eventuale esborso. In mancanza di questa procedura, chi le sostiene materialmente non può poi richiedere il 50% all’ex coniuge.

È anche vero che il nostro ordinamento prevede non solo il diritto allo studio e a una formazione in linea con le naturali attitudini della prole, ma estende anche – secondo i più recenti orientamenti della giurisprudenza – il mantenimento non solo alle spese strettamente necessarie alla “sopravvivenza”, ma anche a quelle necessarie alla formazione di una istruzione e di una personalità completa. Pertanto, se in tal caso l’iscrizione all’università fosse da considerare il normale sbocco di una formazione liceale, potrebbe essere richiesto un aumento del contributo ordinario, sulla base della considerazione che le spese universitarie sarebbero state prevedibili e non straordinarie [1].

In linea generale, il dovere dei genitori corrisponde a un diritto dei figli ad avere garantito un tenore di vita proporzionato alle risorse economiche della famiglia e analogo, per quanto possibile, a quello goduto durante il matrimonio o la convivenza dei genitori [2].

Un genitore separato, seppure a malincuore, come un genitore non separato, può sostenere che le possibilità economiche di cui dispone non sono sufficienti a garantire una istruzione universitaria ai figli. Nulla vieta al figlio maggiorenne di iscriversi comunque alla facoltà che desidera, magari con l’aiuto dell’altro genitore.

note

[1] Cass. sent. n. 8153/2006.

[2] Cass. sent. n. 11538/2009.

Autore immagine: 123rf com

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