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Lo sai che? Notifica di cartella Equitalia o accertamento per irreperibilità: quando impugnarla

Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2015

Non si deve pagare la richiesta di pagamento del fisco se la notifica fatta a mezzo posta non è stata effettuata secondo le regole previste dalla legge in caso di irreperibilità del destinatario.

Se il postino passa per consegnarti una cartella di Equitalia o un accertamento fiscale e in quel momento non sei a casa (vuoi perché sei in vacanza, o perché, a quell’orario, sei sempre al lavoro), e non c’è nessuno in casa o in portineria a ricevere il plico per conto tua, la notifica fatta a mezzo posta deve rispettare un procedimento apposito previsto per legge [1] e che ora ti spiegheremo. Diversamente, la notifica stessa è nulla e tu non sei tenuto a pagare.

Questa disciplina è stata scritta proprio per consentire alle persone momentaneamente irreperibili (perché temporaneamente assenti, ma non per questo irraggiungibili) di poter recuperare, in un momento successivo, l’atto di cui si è tentata la notifica e così potersi difendere.

Così, se anche l’Agenzia delle Entrate o Equitalia sostengono di averti notificato un atto e tu non ricordi affatto che ciò sia avvenuto, una volta escluso che il procedimento di notifica sia avvenuto secondo le regole che ora vedremo, la notifica si considererà nulla.

1 | PRIMA IL TENTATIVO DI CONSEGNA A MANO

Innanzitutto il postino tenta la consegna del piego nelle mani proprie del destinatario.

Se questi non c’è, il plico può essere dato a una persona di famiglia che conviva (anche temporaneamente) con lui oppure alla domestica. In ogni caso si deve trattare di persone non affette da malattia mentale o di età non inferiore a quattordici anni.

In mancanza di tali soggetti, il postino può consegnare l’atto al portiere dello stabile.

2 | NEGLI ALTRI CASI

Se il destinatario o le altre persone appena indicate rifiutano di ricevere la busta o di firmare il registro di consegna, oppure se esse sono temporaneamente assenti, il postino riporta indietro l’atto e lo deposita nell’ufficio postale.

Dopodiché, lo stesso giorno, invia al destinatario una raccomandata a.r. in cui lo avvisa del tentativo di notifica non andato in porto e gli comunica che il plico resterà depositato presso l’ufficio postale per l’eventuale ritiro. È bene anche sapere che di tutte tali formalità eseguite e del deposito nonché dei motivi che li hanno determinati è fatta menzione sull’avviso di ricevimento che, datato e sottoscritto dall’agente postale.

Se tale seconda raccomandata a.r. (contenente l’avviso di deposito) non può essere consegnata perché, anche in questo caso, il destinatario è momentaneamente assente, il postino affigge l’avviso alla porta d’ingresso oppure lo immette nella cassetta della posta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda.

L’avviso deve contenere:

– l’indicazione del soggetto che ha richiesto la notifica;

– l’indicazione della data di deposito e dell’indirizzo dell’ufficio postale presso cui il deposito è stato effettuato;

– l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento che la notificazione si dà comunque per eseguita una volta trascorsi ormai dieci giorni dalla data del deposito e che, decorso inutilmente anche il termine di sei mesi, l’atto sarà restituito al mittente.

Nel caso, invece, che durante la permanenza del piego presso l’ufficio postale il destinatario o un suo incaricato ne curi il ritiro, l’impiegato postale lo dichiara sull’avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato, è subito spedito al mittente, in raccomandazione.

La notificazione si considera, in tal caso, eseguita alla data del ritiro del piego.

Qualora la data delle eseguite formalità manchi sull’avviso di ricevimento o sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data risultante dal bollo di spedizione dell’avviso stesso.

3 | COME DIFENDERSI

Le regole appena viste in tema di notifica degli atti giudiziari a mezzo posta devono essere rispettate in modo rigoroso, pena la nullità delle richieste di pagamento dal Fisco o dagli altri enti impositori.

Vien da sé che, qualora il contribuente subisca un pignoramento o l’iscrizione di un fermo o di una ipoteca, ma non ricordi di aver mai ricevuto alcun atto, potrà fare una richiesta di accesso agli atti amministrativi, presso Equitalia o l’Agenzia delle Entrate, per chiedere di visionare tutto il procedimento di notifica e appurare che esso abbia rispettato i termini sopra descritti.

Attenzione però: il ricorso sollevato non contro l’eventuale successivo atto di esecuzione forzata (o cautelare), ma contro la cartella per vizio di notifica, sana ogni nullità; questo perché – così come si dice in gergo tecnico – la notifica ha comunque raggiunto il suo scopo, avendo il contribuente dimostrato, con la sua impugnazione, di averne preso cognizione e coscienza.

note

[1] Artt. 7 e 8 L. 890/1982.

Autore immagine: 123rf com


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