Diritto e Fisco | Articoli

Nessuna revisione delle condizioni di separazione senza circostanze nuove

15 marzo 2015


Nessuna revisione delle condizioni di separazione senza circostanze nuove

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 marzo 2015



Separazione e divorzio: casa coniugale e assegno di mantenimento immutati se, nell’istanza di revisione proposta dal coniuge onerato, non vengono allegati nuovi fatti.

In caso di separazione tra coniugi, i provvedimenti stabiliti dal giudice, relativi al mantenimento e all’assegnazione della casa coniugale, possono essere sempre rivisti e messi in discussione. Ciò vale anche se alla separazione si è giunti con un accordo tra le parti. Come dire che, in questa delicatissima materia, non c’è nulla di stabile.

Ma la Cassazione avverte: non si può accogliere la richiesta di revisione sull’assegnazione della casa coniugale o sull’assegno di mantenimento se l’ex (che propone il ricorso) non dimostra che, nel frattempo, sono intervenuti fatti nuovi rispetto alle condizioni iniziali.

È quanto risulta da una ordinanza che la Suprema Corte ha pubblicato qualche giorno fa [1].

In buona sostanza, non c’è spazio per i ripensamenti. La revisione degli accordi intercorsi tra i coniugi, con i quali si è posto fine al matrimonio e si è regolato tutto il successivo assetto patrimoniale della coppia, non può essere richiesta sulla base di fatti preesistenti, ma solo per circostanze nuove, ossia non esistenti in precedenza (per esempio: la perdita del lavoro da parte di uno dei due coniugi, il sopraggiungere di un figlio da una nuova relazione, uno stato di malattia che renda uno dei due ex, economicamente più debole e bisognoso di assistenza, ecc.).

Secondo la Corte, si può procedere alla revisione delle condizioni della separazione personale stabilite con sentenza dal giudice (in caso di separazione giudiziale) o contenute in un verbale di separazione consensuale (poi omologato dal giudice), solo se vengono dedotti o allegati fatti diversi o sopravvenuti rispetto a quelli che hanno costituito “il fondamento materiale e fenomenico delle pregresse condizioni”.

Tale conclusione si fonda su quanto previsto dal codice civile [2] che ricollega la revoca o la modifica dei provvedimenti adottati dal giudice in tema di separazione al sopravvenire di “giustificati motivi“. Il procedimento infatti, non si caratterizza quale revisione del precedente giudizio, e quindi rivisitazione delle determinazioni già adottate nella causa di separazione, ma come un nuovo giudizio, finalizzato ad adeguare la regolamentazione dei rapporti – anche economici – tra i coniugi al mutamento della situazione di fatto; ma ad una sola condizione: che tale modificazione incida realmente sulle loro condizioni patrimoniali, determinandone uno squilibrio profondo [3].

note

[1] Cass. ord. n. 5109/15 del 13.03.15.

[2] Art. 156 ultimo comma cod. civ.

[3] Trib. Trani, sent. del 20.70.2012.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI