HOME Articoli

News Scuola, il governo approva il ddl: promesse centomila assunzioni e nuovo concorso

News Pubblicato il 14 marzo 2015

Articolo di




> News Pubblicato il 14 marzo 2015

Buona scuola: tra le novità del d.d.l., stabilizzazioni e nuove assunzioni nel comparto scuola.

Il 12 marzo 2015, dopo numerosi rinvii e variazioni, è stato finalmente approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sull’istruzione, conosciuto da tutti come “La Buona Scuola”.

Il provvedimento, che ora dovrà essere discusso dalle Commissioni di Camera e Senato, per poi passare in Parlamento, contiene dieci punti principali: alcuni di essi non mancano di far discutere, come i maggiori poteri conferiti ai presidi, che saranno liberi di utilizzare l’organico in modo flessibile e di premiare i docenti con un bonus annuale in base alla propria valutazione.

Previste poi le card di 500 euro l’anno per l’aggiornamento culturale, il potenziamento di alcune importanti materie oggi trascurate (ad esempio inglese, economia, diritto, musica…) e, non in ultimo, l’assunzione di circa centomila precari e di un nuovo concorso nel 2016.

Difatti, la normativa proposta prevede un piano straordinario di stabilizzazione dei docenti precari, per coprire tutte le cattedre vacanti e creare un nuovo organico: gli inserimenti sono previsti alla data di settembre 2015.

Quanto alle 100.000 nuove unità, si tratta di quei soggetti, nello specifico, che sono inseriti nelle cosiddette Gae, le graduatorie ad esaurimento. Sono insegnanti provvisti di titolo abilitativo, ottenuto a seguito di un lungo ed oneroso percorso, privi, tuttavia, di una cattedra.

Dopo un ventennio di promesse di stabilizzazione e vane attese, finalmente nella disposizione se ne prevede l’assunzione. Per alcune classi di concorso con carenza di posti, come matematica, le scelte, non essendo le Gae sufficienti a coprire il fabbisogno, avverranno dalle graduatorie d’istituto.

Le principali organizzazioni sindacali del comparto restano scettiche, a causa di due motivazioni principali: la prima è il numero. Inizialmente infatti si parlava di un piano di assunzioni da 150.000 unità: dunque resta un numero importante di docenti delle graduatorie tagliati fuori; la seconda è la tempistica ridotta a disposizione, per la quale sarebbe stato necessario un decreto legge, dati tutti i passaggi ai quali dovrà essere sottoposto il Ddl.

Peraltro, a proposito del numero d’insegnanti in attesa d’assunzione, non bisogna dimenticare che non esistono solo i soggetti delle Gae, ma anche numerosi docenti inseriti nelle graduatorie d’istituto (considerate nella stabilizzazione solo per classi di concorso con molti posti vacanti) o in quelle di seconda fascia, e che molti sono quelli dichiarati idonei al concorso 2012.

Migliaia di insegnanti, insomma, lasciati ancora in balia dell’incertezza, che saranno costretti ad attendere il nuovo concorso che sarà indetto nel 2016.

Si legge, in effetti, nelle linee guida del provvedimento che, in seguito all’esaurimento delle graduatorie, sarà avviato un nuovo sistema di formazione e d’inserimento: dopo il biennio 2015-2016, l’assunzione potrà essere effettuata soltanto tramite concorso, e quest’ultimo potrà essere rivolto solo agli abilitati.

La disposizione enuncia che solo gli abilitati potranno iscriversi nelle graduatorie di istituto: dunque, le poche supplenze rimaste dopo le stabilizzazioni e la nuova gestione flessibile dell’organico potranno essere svolte soltanto da questi soggetti, segnando, di fatto, l’abbandono delle graduatorie di terza fascia.

Il nuovo percorso di formazione degli insegnanti sarà lungo ed articolato: si inizierà dall’università, con un biennio di specializzazione, nel quale si dovranno seguire corsi di didattica e pedagogia, oltre ad altre materie inerenti alla formazione ed alla crescita degli studenti.

Per chi fosse già in possesso di una vecchia laurea, precedente all’avvio del 3+2, sono previsti esami per accedere al biennio specialistico.

La seconda fase consisterà (per chi sarà riuscito a conseguire la laurea preliminare all’abilitazione) in un semestre di tirocinio presso un istituto scolastico, durante il quale il candidato assisterà all’insegnamento di un docente di ruolo e svolgerà alcune attività nella scuola. Al termine del tirocinio la scuola dovrà valutare l’aspirante insegnante: in caso di parere positivo si otterrà l’abilitazione, in caso di valutazione negativa dovrà essere ripetuto il tirocinio. Spada di Damocle dell’intero sistema, è il fatto che sia consentita una sola “bocciatura”: alla seconda, il candidato sarà costretto a cambiare mestiere, non potendo ri-effettuare il tirocinio e conseguentemente ottenere l’abilitazione. Un meccanismo che, se mal gestito, può generare un ingente numero di precari che rischiano di restare completamente fuori dal mercato del lavoro.

Ancora, comunque, non è detta l’ultima parola, visto il lungo percorso e le numerose modifiche alle quali sarà sottoposto il Ddl: la speranza è che il legislatore, tra i vari emendamenti, abbia riguardo a tutti coloro che sono precari da anni, anche indicendo un concorso ad hoc, e che stabilisca un iter semplificato per far ottenere l’abilitazione in tempi non biblici a chi è in possesso dei vecchi titoli di studio.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI