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Lo sai che? Successione: l’erede non diventa proprietario dell’auto senza trascrizione al PRA

Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2015

Il veicolo intestato al defunto, e caduto in successione, non entra nella titolarità dell’erede con il semplice possesso, ma è necessaria la trascrizione al PRA del passaggio di proprietà.

Hai ereditato un’auto da un genitore o da un parente scomparso? Attento a non sottovalutare le “pratiche burocratiche” perché, per legge, non sarai considerato l’effettivo proprietario del mezzo se prima non effettui la trascrizione al PRA del passaggio di proprietà. Infatti, per le automobili non valgono le normali regole previste per gli altri beni mobili (un quadro, un tappeto, un mobile, i gioielli) per i quali, invece, il passaggio di proprietà si perfeziona semplicemente con la consegna del bene e l’acquisto del possesso. Al contrario, per tutti i cosiddetti “beni mobili registrati” (quali le automobili, le moto, le barche, i rimorchi, ecc.) c’è bisogno di compiere alcune formalità presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA): in particolare, a quest’ultimo va richiesto, così come previsto dal codice della strada [1], entro 60 giorni dal passaggio di proprietà:

– la trascrizione del trasferimento

– e il rilascio del nuovo certificato di proprietà.

La conseguenza, tutt’altro da sottovalutare, è che, senza il compimento di tali oneri, anche la semplice pretesa di un risarcimento per un eventuale danno subìto dal mezzo in questione – per esempio, nell’ipotesi in cui lo stesso cada in una fossa sul manto stradale – non potrai essere tu ad avanzarla, non essendo formalmente il proprietario.

È quanto si evince da una recente sentenza del Giudice di Pace di Napoli, dott. Italo Bruno [2]. Nel caso di specie si dibatteva, appunto, sulla richiesta di risarcimento avanzata dall’erede di un’automobile per il danno subito a seguito della caduta del mezzo in una fossa stradale. L’erede, tuttavia, prima di intraprendere la causa, non aveva ancora effettuato la trascrizione al PRA e, pertanto, il giudice ha rigettato la sua richiesta di indennizzo, per difetto di legittimazione attiva. Chi, infatti, agisce in giudizio per un diritto, deve innanzitutto dimostrare di essere l’effettivo titolare di tale diritto.

Nella sentenza si ribadisce che, al contrario di quanto generalmente previsto per i comuni beni mobili, nel caso delle autovetture passate in successione, ai fini dell’effettivo trasferimento della proprietà è necessario prima fare richiesta al PRA per l’ottenimento della trascrizione del trasferimento e del rilascio del nuovo certificato di proprietà.

Nel caso, infatti, in cui gli eredi siano più di uno, l’autovettura, come qualsiasi altro bene, entrerà in comunione ereditaria, ossia si considererà intestata a tutti i coeredi.

L’erede, quindi, dopo aver accettato l’eredità con atto pubblico o con scrittura privata autenticata (o accertata giudizialmente) deve provvedere, entro 60 giorni dall’autentica, a registrare l’accettazione presso il PRA che rilascerà un nuovo certificato di proprietà aggiornato, con il nome dell’erede e provvederà alla richiesta dell’aggiornamento della carta di circolazione. Non è possibile richiedere l’aggiornamento dell’intestazione in caso di accettazione tacita dell’eredità in quanto, formalmente, manca l’atto dal quale si evince il trasferimento della proprietà dal defunto agli eredi, oltre alla loro individuazione.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

L’avv. Italo BRUNO, Giudice di Pace di Napoli ex Pozzuoli, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

Nella causa iscritta al n.6435/13 R.G. – Affari Contenziosi Civili – avente ad oggetto:

Risarcimento danni da circolazione stradale.

T R A

TIZIO, nato a (…) il (…) ed ivi res.te alla Via (…) n. (…) – c.f. (…) – nella qualità di erede dei defunti genitori (…) e (…) – elett.te dom.to in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che lo rapp.ta e difende giusta procura a margine dell’atto di citazione; ATTORE

E

COMUNE di (…), in persona del Sindaco pro-tempore, elett.te dom.to (…) presso la Casa Comunale alla Via (…) n. (…) – rapp.to e difeso dall’avv. (…) responsabile dello Staff dell’Avvocatura dell’Ente giusta statuto Comunale; CONVENUTO

CONCLUSIONI

Per l’attore: dichiarare l’esclusiva responsabilità del Comune di (…), in persona del Sindaco pro-tempore in ordine al sinistro per cui è causa e per l’effetto, condannarlo al pagamento in suo favore della somma di € 1.000,00, compreso fermo tecnico, interessi e rivalutazione, oltre spese e competenze professionali con attribuzione al procuratore anticipatario;

Per la convenuta: rigettare la domanda in quanto infondata in fatto ed in diritto, non provata e carente di legittimazione attiva; vittoria di spese e competenze professionali.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

TIZIO, con atto di citazione ritualmente notificato il 19/7/13 al COMUNE di (…) lo conveniva innanzi a questo Giudice affinché – previa declaratoria della sua esclusiva responsabilità nella produzione del sinistro avvenuto il giorno 2/10/05 in (…) alla Via (…), in occasione del quale l’auto Opel Corsa tg.(…) di proprietà di suo padre deceduto, finiva con la parte anteriore destra in una profonda buca creatasi sulla strada, al suo passaggio, per la copiosa pioggia in atto e riportava danni alla carrozzeria ed alla meccanica – fosse condannato il medesimo Comune di (…), in persona del Sindaco pro-tempore, come da richieste in epigrafe riportate.

A tal fine nel detto atto introduttivo premetteva:

– che in dipendenza dell’incidente, il suo veicolo riportava danni per le cui riparazioni è stata preventivata la spesa di € 1.000,00, come da preventivo prodotto;

– che, il Comune di (…), sebbene ritualmente invitato a risarcire i danni, con racc.ta a.r. n.12191297911-0 ricevuta il 24/11/05 e atto di citazione del 25/7/08, non vi provvedeva.

Instauratosi il procedimento, si costituiva il convenuto Comune di (…) che, preliminarmente eccepiva la nullità dell’atto di citazione e il difetto di legittimazione ad agire e, nel merito, contestava la domanda sia sull’an che sul quantum debeatur. Esperito inutilmente il tentativo di conciliazione, veniva articolata, ammessa ed espletata prova per testi.

Sulle rassegnate conclusioni, all’udienza del 6 marzo 2015, la causa veniva assegnata a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

In via preliminare va confutata l’eccezione di nullità dell’atto di citazione per violazione degli artt. 163 e 164 c.p.c. sollevata dal convenuto Comune di (…) e, pertanto, questo Giudice osserva in diritto:

nel giudizio promosso dinanzi al Giudice di Pace è applicabile esclusivamente l’art. 318 cod. proc. civ. il quale prescrive che l’atto medesimo deve contenere l’indicazione del giudice e delle parti, l’esposizione dei fatti e l’indicazione dell’oggetto;

– in ottemperanza al principio di massima semplificazione delle forme di tale giudizio, è possibile integrare i fatti già dedotti ed allegare eventuali ulteriori produzioni e richieste di prova entro i limiti temporali previsti dal successivo art. 320, sicché l’atto di citazione deve ritenersi nullo soltanto nel caso in cui, per la mancata od incompleta esposizione dei fatti, non è possibile l’instaurazione del contraddittorio.

L’esame dell’atto, permette di affermare che la citazione de qua contiene elementi di fatto più che sufficienti per individuare sia la causa petendi che il petitum e, peraltro, il convenuto ha contrastato le avverse ragioni nella comparsa di costituzione, confermando la comprensione del contenuto dell’atto di citazione.

La domanda deve ritenersi procedibile essendo stato regolarmente instaurato il contraddittorio.

Nel merito, la domanda non è fondata e va rigetta.

L’attore non ha dimostrato la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio.

L’attore, ha depositato un certificato dell’Aci dove si evince che l’auto Opel Corsa tg. (…) è ancora intestata al defunto padre, nonché un verbale di pubblicazione di testamento olografo della defunta madre – “accettazione di eredità ed acquiescenza a testamento”, redatto dal Notaio (…) in Napoli del 30/10/13, dove si evince che gli eredi dei defunti genitori sono quattro, compreso l’attore, e l’auto de qua non viene menzionata nei beni lasciati in eredità.

E’ normativa di legge che, nel caso in cui gli eredi siano più di uno, l’autovettura, come qualsiasi altro bene, dovrà entrare in comunione ereditaria, ossia dovrà essere intestata a tutti i coeredi.

L’autovettura è un bene mobile registrato che, come qualsiasi bene appartenente al de cuius, cade in successione. Essendo un bene mobile registrato, esso non potrà essere trasferito per mera “consegna” come un bene mobile, ma è necessario, per la sua successione, seguire regole particolari attinenti alla trascrizione del passaggio di proprietà nel pubblico registro automobilistico. L’art. 94 del Codice della Strada prevede, infatti, che in caso di trasferimento della proprietà dei veicoli, motoveicoli o rimorchi, è necessario fare richiesta al PRA, entro sessanta giorni dal passaggio di proprietà, ai fini dell’ottenimento della trascrizione del trasferimento e del rilascio del nuovo certificato di proprietà.

L’erede, quindi, dopo aver accettato l’eredità con atto pubblico o con scrittura privata autenticata (o accertata giudizialmente) deve provvedere, entro 60 giorni dall’autentica, a registrare l’accettazione presso il PRA che rilascerà un nuovo certificato di proprietà aggiornato, con il nome dell’erede e provvederà alla richiesta dell’aggiornamento della carta di circolazione. Non è possibile richiedere l’aggiornamento dell’intestazione in caso di accettazione tacita dell’eredità in quanto, formalmente, manca l’atto dal quale si evince il trasferimento della proprietà dal de cuius agli eredi, oltre alla loro individuazione.

Questo Giudice è consapevole che, l’iscrizione dei veicoli a motore nel Pubblico Registro Automobilistico dà luogo ad una presunzione relativa di proprietà nei confronti dell’intestatario, salva la prova contraria, che può darsi con qualunque mezzo idoneo e consentito dalla legge, ed anche per presunzioni, purché queste siano tratte non da altre presunzioni, ma da fatti ed atti concludenti.

L’attore non ha dimostrato il possesso dell’auto neanche con i testi escussi, uno dei quali ha dichiarato: “non so dire, attualmente, dove sia l’auto di mio suocero; se sia stata venduta o rottamata”.

Pertanto, non avendo l’attore dimostrato con prova idonea di essere l’unico erede o il possessore dell’auto Opel Corsa tg. (…), la domanda dev’essere rigettata per difetto di titolarità attiva, in conformità della giurisprudenza costante della Cassazione che ha precisato:

– “il controllo del giudice sulla sussistenza della legitimatio ad causam, nel duplice aspetto di intitolazione ad agire ed a contraddire, si risolve nell’accertare se, secondo la prospettazione del rapporto controverso data dall’attore, questi ed il convenuto assumano, rispettivamente, la veste di soggetto che ha la potestà di chiedere la pronuncia giurisdizionale e di soggetto tenuta a subirla. Pertanto, qualora dal controllo risulti che già secondo la prospettazione dell’attore costui oppure il convenuto non possano identificarsi col soggetto avente rispettivamente diritto o tenuto a subire la pronuncia giurisdizionale, il giudice deve rigettare la domanda, rispettivamente, per difetto di legittimazione attiva e passiva (Cass.87/9427; 88/3805).

La peculiarità della questione trattata giustifica la compensazione delle spese del procedimento.

Sentenza non esecutiva in quanto la disciplina dell’esecuzione provvisoria ex art. 282 c.p.c. trova legittima attuazione solo con riferimento alla sentenza di condanna che, è l’unica che possa, per sua natura, costituire titolo esecutivo.

P.Q.M.

Il Giudice di Pace di Napoli ex Pozzuoli, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da TIZIO nei confronti del COMUNE di (…), in persona del legale rapp.te pro-tempore, disattesa ogni altra istanza ed eccezione, così provvede:

1) rigetta la domanda per carenza di legittimazione attiva;

2) compensa tra le parti le spese del procedimento;

3) sentenza non esecutiva.

Così decisa in Napoli e depositata in originale il giorno 13 marzo 2015.

IL GIUDICE DI PACE

(Avv. Italo BRUNO)

note

[1] Art. 94 Cod. Str.

[2] G.d.P. Napoli, sent. del 13.03.2015.

Autore immagine: 123rf com


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