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Lo sai che? Addio agevolazione prima casa per la ristrutturazione

Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2015

Se il trasferimento della residenza nel nuovo immobile non può essere effettuato a causa dei lavori di ristrutturazione dell’immobile, il contribuente perde l’agevolazione fiscale.

I benefici fiscali concessi a chi acquista la prima casa sono subordinati, come noto, al trasferimento della residenza anagrafica nel Comune in cui è ubicato l’immobile o, in alternativa, al fatto che l’acquirente si impegni a stabilirla entro i successivi 18 mesi dal rogito. Salvo che ciò sia impossibile per “forza maggiore”.

Ebbene, secondo una recente sentenza della Cassazione [1], non rientra nella “forza maggiore” il perdurare dei lavori di manutenzione straordinaria nell’immobile appena acquistato che impediscono al nuovo titolare di trasferivi la residenza.

Dunque, se la casa è ancora inagibile per la ristrutturazione, l’Agenzia delle Entrate può revocare i bonus fiscali di cui il contribuente abbia beneficiato in sede di registrazione del contratto d’acquisto.

La cosiddetta forza maggiore che giustifica e scusa il mancato trasferimento della residenza ricorre – almeno secondo una circolare dell’amministrazione finanziaria [2] – se dipende da un fatto oggettivo e imprevedibile e tale da non poter essere evitato. In pratica, si deve trattare di un evento non “imputabile” al contribuente (mentre l’affidamento dei lavori di ristrutturazione alla ditta appaltatrice è un atto voluto dal contribuente).

Inoltre, non rientrano nella forza maggiore tutti gli eventi che si sono verificati prima la stipula del contratto di acquisto: solo quelli successivi possono, a tutto voler concedere, scusare il contribuente.

Infine si deve trattare di un evento tale da “impedire in modo assoluto e per tutto il tempo a disposizione, non solo la presenza nell’immobile, ma, in ogni caso, l’ottenimento del trasferimento della residenza anagrafica” [3].

La questione, però, non è pacifica in giurisprudenza: si contano, infatti, sentenze secondo cui i lavori edili costituiscono una forza maggiore [4] ed altre, come quella in commento, di contrario avviso [5].

La Cassazione sembra più orientata sulla linea rigorosa, ritenendo che non ricorre la forza maggiore in caso di mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, atteso che, in assenza di specifiche disposizioni da parte della legge, non vi è ragione di differenziare il trattamento fiscale di un tale acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato.

note

[1] Cass. sen. n. 5015 del 12.03.2015.

[2] Ag. Entrate, circolare n. 18/E/2013.

[3] Cass. sent. n. 1392/2010.

[4] Ctp Roma sent. del 12.11.2007; Ctr Emilia Romagna sent. del 9.01.2009; Ctp Pisa, sent. del 26.01.2009; Ctr Toscana sent. del 25.02.2013; Ctp Savona, sent. del 29.04.2010.

[5] Ctr Sicilia, sent. del 24.3.2011, Ctr Lombardia, sent. del 30.01.2014, Cass. sent. n. 17249/2013; Cass. sent. n. 7067/2014.

Autore immagine: 123rf com


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