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Coniugi separati: che accade in caso di morte e successione ereditaria?

15 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 marzo 2015



Le regole nel caso in cui si apra, con la morte di uno dei coniugi avvenuta prima della sentenza di divorzio, la successione ereditaria.

Sono spesso poco conosciute le regole in tema di successione ereditaria nell’ipotesi in cui questa si apra, con la morte di un coniuge, nell’intervallo (spesso lungo) fra la sentenza di separazione, già pronunciata, e quella di divorzio.

In questo caso, tutt’altro che raro, la legge [1] stabilisce che il coniuge separato abbia gli stessi ed identici diritti successori del coniuge non separato, salva l’ipotesi in cui la separazione gli sia stata addebitata.

Tale completa equiparazione ai fini successori fra coniuge separato (senza addebito) e coniuge non separato vale se la morte di uno dei coniugi avvenga prima del momento in cui diviene definitiva la sentenza che pronuncia il divorzio, cioè prima che la sentenza di divorzio non possa più essere impugnata con l’appello.

Se, quindi, la morte di un coniuge separato avviene prima di tale momento, l’altro coniuge (al quale la separazione non sia stata addebitata) eredita, in assenza di testamento:

1- ed in assenza di altri eredi, la metà del patrimonio del coniuge defunto [2],

2- in presenza di un solo figlio eredita un terzo del patrimonio stesso (un altro terzo spetta al figlio),

3- se infine, sempre in assenza di testamento, vi siano più figli, a questi spetta complessivamente la metà del patrimonio del defunto ed al coniuge superstite un quarto [3].

 

Nel caso, invece, in cui il coniuge defunto abbia fatto testamento, egli, ferme restando le quote sopra indicate (cosiddette quote legittime che sono intangibili), può destinare liberamente a chi vuole le parti restanti (quote cosiddette disponibili).

Si precisa, infine, che il coniuge superstite al quale la separazione sia stata addebitata, ha diritto, se l’altro decede prima che la sentenza di divorzio divenga definitiva, solo ad un assegno vitalizio e solo se all’apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto [4].

note

[1] Art. 548 cod. civ.

[2] Art. 540 cod. civ.

[3] Art. 542 cod. civ.

[4] Art. 548, 2° comma, cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

  1. Ed in caso di nullità del matrimonio da parte del Tribunale ecclesiastico e successiva debellazione?

  2. mi pare che il suo articolo sia in contraddizione con quanto affermato dal suo collega in quest’altro dove si citano quote legittime che differiscono da quelle riportate da lei: https://www.laleggepertutti.it/82143_testamento-olografo-e-quota-legittima

    inoltre, “in assenza di altri eredi”,che fine fa il 50% che non va al coniuge, o il 30% rimanente nel caso di figlio unico (1/3 al figlio, 1/3 al coniuge e il resto?).
    forse il suo articolo andrebbe integrato

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