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Lo sai che? Rapporto di lavoro: il preavviso prima della cessazione è libero

Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 marzo 2015

Dimissioni e licenziamento: datore di lavoro e lavoratore possono scegliere una durata di preavviso più lunga rispetto a quella prevista nei contratti collettivi nazionali.

Tutti sanno che, prima della cessazione del rapporto di lavoro, bisogna dare il famoso “preavviso”. Lo deve rispettare sia il datore di lavoro, sia il dipendente. Diversamente si paga una sorta di risarcimento che viene detto “indennità di mancato preavviso” (o, anche, “indennità sostitutiva del preavviso”).

Ma ciò che non molti sanno è che il termine di preavviso, fissato dal CCNL (contratto collettivo nazionale), non è vincolante e che le parti possono stabilirne uno diverso. O meglio: il CCNL fissa la durata minima, ma nulla toglie che il contratto di lavoro ne preveda uno più lungo.

Così, per esempio, se il contratto collettivo stabilisce che le parti, prima del recesso, debbano rispettare un preavviso di 1 mese, il singolo contratto di lavoro potrebbe invece prevedere un preavviso di 8 mesi.

Attenti, dunque, a dare le dimissioni senza accertarvi del corretto preavviso previsto dal vostro contratto. Infatti, se in quest’ultimo è stabilito un termine maggiore rispetto a quello del CCNL, a non rispettarlo si rischia di regalare buona parte dell’ultima busta paga all’azienda che la tratterrà a titolo di indennità sostitutiva del preavviso.

L’allarme è implicitamente scritto in una recentissima sentenza della Cassazione [1]: in particolare, la Corte ha rigettato il ricorso di un dipendente di banca il quale, receduto senza preavviso, ha dovuto versare all’azienda la relativa indennità sostitutiva non per 1 mese ma addirittura per 18 (perché tanto prevedeva il contratto).

In generale, un preavviso più lungo potrebbe andare a vantaggio tanto dell’imprenditore (che, in caso di dimissioni del dipendente, potrà sfruttare un lasso di tempo superiore per cercare una sostituzione), tanto del lavoratore (che, in caso di licenziamento, sarà avvantaggiato dal computo dell’intero periodo del preavviso agli effetti dell’indennità di anzianità, dei miglioramenti retributivi e di carriera e dal regime di tutela della salute).

Secondo la sentenza in commento, il lavoratore è dunque libero di disporre, anche senza la presenza dei sindacati, della propria facoltà di recesso. L’unico aspetto inderogabile è l’obbligo, in ipotesi di recesso, di garantire un periodo di preavviso (o di corrispondere la relativa indennità sostitutiva), ma nulla toglie che le parti possano liberamente pattuire una durata più lunga rispetto a quella indicata nei CCNL.

Occhio quindi a conservare sempre una copia del vostro contratto di lavoro. In esso troverete informazioni più importanti di quanto non crediate.

note

[1] Cass. sent. n. 4991 del 12.03.2015. Favorevoli anche Cass. sent. n. 17010/2014; n. 18547/2009; n. 17817/2005.

Autore immagine: 123rf com


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