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Nuova disoccupazione 2015, chi ne ha diritto?

16 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2015



Dipendenti, co.co.pro., autonomi: dal prossimo maggio saranno attivi i nuovi trattamenti di disoccupazione; quali sono i soggetti interessati, la durata ed a quanto ammonteranno gli assegni.

 

Sono un ingegnere libero professionista, che nell’anno 2014 non ha superato il reddito di € 4800; dato che penso di chiudere la Partita Iva entro maggio 2015, sono nelle condizioni di richiedere il NASPI?”

La spettanza, o meno, del trattamento, cambia a seconda della tipologia di lavoro: Lei potrebbe essere un libero professionista che effettua soltanto prestazioni di lavoro autonomo, oppure potrebbe svolgere, o aver svolto, in aggiunta, lavoro parasubordinato (a progetto),o, ancora, lavoro dipendente.

In quest’ultima ipotesi, potrebbe fruire della Naspi, che partirà dal 1° maggio 2015.

I requisiti per ottenerla saranno:

– aver totalizzato almeno 13 settimane di contribuzione da lavoro dipendente negli ultimi 4 anni,

– di cui 18 giorni di lavoro dipendente effettivo nei 12 mesi precedenti la richiesta.

Pur ampliando la platea dei soggetti, la fruizione presenta caratteri maggiormente proporzionati alla contribuzione effettiva, rispetto ai vecchi trattamenti: difatti, la durata sarà pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, con un tetto massimo di 78 settimane, dal 2017, senza computare i periodi per i quali vecchie Disoccupazioni, Aspi o Mini Aspi siano state già fruite.

L’ammontare sarà pari al 75% dell’imponibile medio (basato sulle retribuzioni da lavoro dipendente) degli ultimi 4 anni, se inferiore a € 1195; se superiore, l’ importo sarà incrementato del 25% della differenza tra € 1195 e la retribuzione mensile , entro un massimo di € 1300 mensili. A partire dal quinto mese di trattamento, ci sarà una decurtazione progressiva del 3%.

Il godimento della Naspi sarà subordinato alla permanenza dello stato di disoccupazione, ed alla partecipazione a programmi di politiche attive (percorsi di riqualificazione, accettazione di nuovi impieghi adeguati, attività a favore della comunità).

Per quanto concerne lo status di disoccupato, l’aprire una partita Iva, di per sé, non lo fa perdere, se sono effettuate le dovute comunicazioni all’Istituto, e se non si superano 4800€ annui di reddito.

Per incoraggiare l’auto-imprenditorialità e rendere più semplice l’avvio di una nuova attività, oltretutto, sarà possibile richiedere all’Inps la liquidazione del trattamento in un’unica soluzione, parimenti a quello che già avveniva con l’Aspi [1].

Ma le novità non terminano qui: nel caso in cui, terminato l’intero periodo di Naspi, il beneficiario non fosse riuscito a trovare un’occupazione, qualora si trovi in stato di bisogno potrà usufruire di un ulteriore sussidio per sei mesi, l’Asdi; l’ammontare sarà pari al 75% della Naspi, entro i limiti dell’assegno sociale. In un primo tempo, per il godimento dell’Asdi verrà data precedenza a lavoratori vicini alla pensione, o con figli minorenni a carico; sarà inoltre condizionato all’adesione ad un progetto personale, realizzato dai servizi per l’impiego.

Tornando al Suo caso, qualora fosse invece lavoratore parasubordinato, anche se con Partita Iva, vi sono delle novità: anche i Co.Co. Pro possono beneficiare, in effetti, di un’indennità di disoccupazione mensile, la Dis-Coll, a partire dal 1° gennaio 2015.

Il trattamento sarà fruibile da chi potrà far valere un minimo di 3 mesi di contribuzione nell’anno solare precedente, alla Gestione Separata Inps, ed almeno un mese di contribuzione nell’anno in cui si verifica la cessazione del rapporto lavorativo(al posto dell’ultimo requisito, è altresì sufficiente, nell’annualità corrente, un rapporto di collaborazione della durata di un mese, con compenso pari alla metà della contribuzione mensile).

Il reddito medio mensile ai fini Dis-Coll si calcola in proporzione all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed al precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o loro frazione: l’ammontare sarà pari al 75% di detto risultato, con incremento del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione media, se oltre € 1195, sino ad un massimo di € 1300.

Per quanto concerne la durata, corrisponderà alla metà dei mesi di contribuzione, dal 1° gennaio dell’anno precedente, sino alla data del termine della collaborazione, per un massimo di 6 mensilità.

Qualora, invece, Lei non abbia svolto né rapporti di lavoro dipendente, né a progetto, l’unica possibilità sarebbe la richiesta, in quanto ingegnere, del sussidio all’Inarcassa, la cassa professionale. Il sussidio “ordinario” può essere richiesto dagli associati che si trovano nelle seguenti condizioni:

– posizione previdenziale regolare in materia di iscrizione e contribuzione;

– reddito del nucleo familiare conseguito nell’anno precedente la domanda non superiore ad un determinato ammontare (il limite per il reddito familiare 2014, valido per le domande presentate nel 2015, è pari a Euro 43.416,00, aumentabile di Euro 2.713,50 per ogni familiare a carico).

Il sussidio ordinario consiste nell’erogazione di una somma “una tantum”, il cui importo dipende dal limite dello stanziamento annuale stabilito dall’Inarcassa in sede di bilancio preventivo.

Erogazioni a sostegno del reddito con analogo funzionamento esistono, ad ogni modo, nella maggior parte delle casse professionali: per conoscere ammontare e modalità di accesso, è necessario riferirsi ai regolamenti dei singoli enti.

note

[1] Circolare Inps 145/2013.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. ma se uno gia prende la disocupazione e lavoro nn se ne trova cosa gli aspetta.con 2 figli e la moglie a carico.grazie

  2. Se l’ingegnere qui sopra, dice di essere è libero professionista ha ” effettuato soltanto prestazioni di lavoro autonomo”, sicuramente…e l’inarcassa non aiuta. Parola di architetto ex- libero professionista, con partita iva chiusa e senza alcuna indennità.

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