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Lo sai che? Che cos’è un bonifico parlante

Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2015

Detrazioni fiscali per ristrutturazioni e acquisto mobili: non basta il bonifico ordinario.

Per chi vuole fare lavori in casa, questo è certamente un periodo favorevole: sono state, infatti, riconfermate, anche per il 2015, le detrazioni fiscali per ristrutturazioni e acquisto di mobili (leggi la nostra guida: “Ristrutturazioni e lavori in casa: proroga dei benefici fiscali. Lo schema”). In particolare si tratta di:

detrazioni sull’Irpef pari al 50% delle spese sostenute per ristrutturazioni edilizie;

– detrazioni sull’Irpef pari al 50% delle spese sostenute per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici;

– detrazioni sull’Irpef e Ires pari al 65% delle spese per il risparmio energetico qualificato.

Ma, attenzione: per godere del bonus è necessario che il pagamento avvenga attraverso il cosiddetto “bonifico parlante”. Si tratta di qualcosa di ben diverso e specifico rispetto al bonifico ordinario. Tant’è vero che, in caso di errore o disattenzione, il contribuente rischia di non vedersi riconosciute le agevolazioni fiscali.

La normativa, a riguardo, è rigidissima: chi effettua il bonifico in modo errato non può più correggerlo, ma dovrà necessariamente farne un secondo. Con la conseguenza che dovrà anche chiedere all’impresa edile o all’artigiano di emettere una nota di credito per il primo pagamento e la restituzione dell’importo già bonificato con le modalità sbagliate. Non solo. Se si ha anche la sfortuna di trovarsi davanti a imprenditori poco onesti, il rischio è quello di non rivedere indietro le somme versate e, così, pagare due volte lo stesso importo.

Dunque, per evitare di sbagliare, ecco una veloce guida sul bonifico parlante che, si ripete, è l’unica e sola modalità di pagamento per usufruire dei bonus in commento.

Il bonifico “parlante” si differenzia da quello comune perché in esso devono essere specificate tutte le informazioni necessarie imposte dalla legge, tanto al fine di non creare confusione con altri pagamenti e non avere problemi nel momento in cui si andrà a presentare la documentazione all’Agenzia delle Entrate per richiedere lo sconto fiscale sulla dichiarazione dei redditi.

Quasi tutte le banche e gli uffici postali sono ormai dotati dei modellini specifici per i pagamenti finalizzati ad ottenere le detrazioni fiscali sui lavori in casa, dove vengono ben illustrati i capi da compilare. Ciò nonostante, ecco alcune informazioni che potranno tornarvi utili.

 

– Nella causale del bonifico relativo a pagamenti di lavori di ristrutturazione bisognerà specificare che il pagamento viene effettuato ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 16 del d.p.r. 917/1986 (che si riferisce proprio agli interventi che possono usufruire delle detrazioni) oppure della legge 449/1997 (relativa invece ai lavori sulle parti condominiali degli edifici).

– La causale dovrà anche indicare gli estremi della fattura che si sta pagando con il bonifico in commento, emessa dalla ditta che ha effettuato i lavori.

– Bisogna poi indicare gli estremi (nome, cognome e codice fiscale) della persona che effettua il pagamento e a cui sono intestate le fatture per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Nel caso di immobili in comproprietà vanno indicati gli estremi di tutti i soggetti che partecipano alle spese di ristrutturazione, e non solo di chi esegue materialmente il bonifico perché, magari, è stato delegato dagli altri. Solo così ciascuno di essi potrà usufruire dell’agevolazione nella dichiarazione dei redditi.

– Se i lavori attengono ad aree condominiali comuni, il bonifico parlante deve indicare il codice fiscale del condominio e dell’amministratore, oppure del soggetto che esegue l’operazione.

– Nel bonifico va inserita anche la partita Iva o in alternativa il codice fiscale di chi effettua i lavori o fornisce il materiale, cioè dell’impresa di costruzione o del singolo artigiano

Attenzione alla data del bonifico

L’agevolazione cui hai diritto dipende dalla data del bonifico di pagamento e non da quella della fattura che documenta la spesa, né quella di esecuzione delle opere. In ogni caso, la detrazione viene divisa in 10 rate annuali di pari importo. La spesa massima detraibile è riferita alla singola unità immobilare; quindi in caso di cointestazione della casa viene suddivisa tra gli aventi diritto, cioè se sono marito e moglie a ristrutturare un appartamento il limite di 96.000 euro non raddoppia.

Pagamento con carte

Il pagamento deve avvenire (oltre che tramite bonific) anche tramite carte di credito o di debito. In questo caso la data di pagamento viene individuata con quella della transazione e non con quella dell’addebito su conto corrente. Ricorda di conservare la ricevuta di pagamento.

Lo scontrino o la fattura d’acquisto devono contenere i codici fiscali dei beneficiari dell’agevolazione e quello del venditore. Se manca il codice fiscale sullo scontrino e hai pagato con carta di credito, puoi detrarre comunque la spesa se sullo scontrino ci sono natura, qualità e quantità dei beni acquistati e se è riconducibile al contribuente titolare della carta usata per il pagamento grazie alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora).

Precisazioni

Se nel bonifico non sono stati riportati i riferimenti normativi, non si può usufruire della detrazione; il contribuente ha tuttavia la possibilità di ripetere il pagamento in maniera corretta, usufruendo della detrazione con riferimento all’anno in cui è effettuato.

Se nella causale del bonifico sono stati indicati erroneamente i riferimenti normativi degli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici, anziché per quelli in esame, non pregiudicando l’applicazione della ritenuta dell’8%, la detrazione è riconosciuta.

In presenza di più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale. Tuttavia, se è stato indicato solo il codice fiscale di un soggetto, gli altri non perdono il diritto alla detrazione, purché espongano nella dichiarazione dei redditi, nello spazio predisposto nella sezione relativa agli oneri detraibili, il codice fiscale già riportato sul bonifico stesso.

Chi ordina il bonifico può essere un soggetto diverso da chi vi risulta indicato come beneficiario della detrazione.

Se le spese sono pagate da una società finanziaria per conto dell’acquirente, la detrazione spetta a condizione che la società finanziaria paghi il cedente/prestatore con un bonifico da cui risulti il nome e il codice fiscale dell’acquirente a cui va garantita una copia della ricevuta del bonifico stesso. La spesa si considera sostenuta alla data del bonifico della società finanziaria.

Sono ammessi sistemi di pagamento diversi dal bonifico, solo nei seguenti casi:

– spese relative agli oneri di urbanizzazione;

– Tosap;

– imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    mi appresto ad acquistare un condizionatore e vorrei usufruire delle agevolazioni… La casa e di proprietà di mio padre e dopo la morte di mia madre credo sia anche un pò mia e di mio fratello.
    Io effettuerò il pagamento tramite bonifico parlante e sarò sempre io a richiedere le detrazioni… C’è bisogno che metto anche il nome di mio padre e mio fratello sul bonifico? il mio dubbio è che se lo faccio potrò richiedere solo 1/3 della detrazione… quindi se spendo 900, essendo in 3 sul bonifico, potrò richiedere solo 300 euro di detrazione… sbaglio?

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