Diritto e Fisco | Articoli

Impugnare un testamento per incapacità del testatore

16 marzo 2015


Impugnare un testamento per incapacità del testatore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 marzo 2015



Non si deve trattare di una semplice alterazione delle facoltà psichiche, ma proprio dell’assenza di consapevolezza circa il significato dei propri atti.

Spesso, dietro i tentativi di annullare un testamento si nascondono solo gli sforzi di chi, rimasto deluso dalla lettura delle ultime volontà del proprio parente, tenta di “metterle nel nulla” per rimescolare le carte e tentare di spuntare qualcosa in più dalla divisione ereditaria.

Leggendo i fascicoli che, in gran numero, riempiono le aule dei tribunali, ci si accorge che svariati sono gli espedienti volti a screditare, agli occhi del giudice, la capacità di intendere e di volere del testatore (il soggetto, cioè, che fa testamento, anche detto “de cuius”): dalla coartazione psicologica operata da terzi privi di scrupoli, alla lamentata demenza senile, sino alla ammissione di una vera e propria incapacità mentale.

Tentativi, questi, che, da un lato, in assenza di certificati medici ufficiali, lasciano il tempo che trovano, e che comunque, dall’altro, non sempre sono sufficienti a invalidare il testamento. Ciò perché – come ha di recente argomentato una sentenza [1] della Cassazione – per ottenere l’annullamento del testamento per “incapacità naturale del testatore” è necessario dimostrare non già di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive di quest’ultimo. Al contrario c’è bisogno di una prova molto più pregnante e decisiva. Occorre, in particolare, la dimostrazione che, proprio a causa di una infermità (che può essere tanto transitoria quanto permanente) o di qualsiasi altra causa perturbatrice, il soggetto sia stato privo in modo assoluto, al momento della redazione del testamento, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi.

Insomma, non si può trattare di un condizionamento parziale della capacità di intendere del testatore, ma di una limitazione tale da coinvolgere il 100% delle sue facoltà mentali, anche se solo temporanea.

Peraltro, poiché lo stato di capacità costituisce la regola e quello di incapacità l’eccezione, spetta a chi impugni il testamento dimostrare l’incapacità, salvo che il testatore non risulti affetto da incapacità totale e permanente, nel qual caso grava, invece, su chi voglia avvalersene provarne la corrispondente redazione in un momento di lucido intervallo.

note

[1] Cass. sent. n. 27351 del 23.12.2014.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI