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Come fruire delle agevolazioni Irpef per lavori i casa

18 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2015



Detrazioni fiscali per manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, interventi di ristrutturazione edilizia.

Secondo quanto viene stabilito dalla legge [1] il contribuente [2] ha diritto a beneficiare della detrazione dall’IRPEF dovuta del 50% (sino al 31 dicembre 2015; successivamente, a partire dal 1° gennaio 2016, la percentuale si ridurrà al 36%) di quanto speso ed effettivamente rimasto a carico per effettuare gli interventi di recupero del patrimonio edilizio [3], ovvero gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.

La percentuale di detrazione, sempre sino al 31 dicembre 2015, dovrà essere calcolata su di un monte massimo di 96.000 euro, cifra che si ridurrà, a partire dal 1° gennaio 2016, a 48.000 euro (sempre che i legislatore non intervenga a prorogare ulteriormente quanto previsto nella Legge di Stabilità 2015).

 

MANUTENZIONE ORDINARIA

Per interventi di manutenzione ordinaria [4] si intendono quelli che riguardano la riparazione, il rinnovamento e la sostituzione delle finiture esterne ed interne degli edifici e gli interventi necessari al fine di mantenere efficienti gli impianti tecnologici esistenti. Non sono considerati elementi di finitura, e quindi non sono assoggettabili al regime agevolativo in parola, gli elementi decorativi e meramente estetici dell’edificio. A titolo esemplificativo vengono considerati interventi di manutenzione ordinaria:

– le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici (tinteggiature di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, intonacature esterne, rifacimenti di facciate, sostituzione di stucchi);

– gli interventi necessari ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

– la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti;

– il rifacimento di intonaci interni;

– l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze;

– la verniciatura delle porte dei garage;

– realizzazione e demolizione di tramezzi.

Gli interventi di manutenzione ordinaria [5] sono ammessi ai fini dell’agevolazione solo se vengono eseguiti su parti comuni di edifici residenziali costituti in condominio: in tal caso la detrazione spetta ad ogni condomino sulla base della propria quota millesimale. Le parti comuni interessate sono quelle indicate dal codice civile [6]: tra queste rientrano ad esempio il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne e le fognature.

Tuttavia, se gli interventi di manutenzione ordinaria fanno parte di un intervento più vasto, come, ad esempio, lo spostamento dei servizi, la sostituzione ed il rifacimento di impianti, l’insieme delle stesse viene considerato come facente capo ad un intervento “superiore”, come ad esempio la manutenzione straordinaria, e comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Rientrano nella manutenzione straordinaria [7] le opere e le modifiche che si rendono necessarie al fine di rinnovare e sostituire parti, che possono essere anche strutturali, degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che l’intervento non vada a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comporti mutamenti delle destinazioni d’uso [8].

Sono fatti rientrare tra gli interventi di manutenzione straordinaria [9] anche quelli consistenti nel frazionamento o nell’accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico (ovviamente a condizione che non finisca per essere modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso). Ad esempio, sono considerate opere di manutenzione straordinaria:

– l’installazione di ascensori e scale di sicurezza;

– la realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;

– la sostituzione degli infissi esterni e dei serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso;

– il rifacimento di scale e rampe;

– gli interventi finalizzati al risparmio energetico (in qualunque caso);

– la recinzione dell’area privata;

– la costruzione di scale interne.

RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO

Sono considerati interventi di restauro e risanamento conservativo [10] gli interventi caratterizzati da un un inseme sistematico di opere il cui scopo è la conservazione del manufatto edilizio e la contemporanea assicurazione della sua funzionalità, mediante un insieme di opere che consentano le destinazioni d’uso dell’organismo edilizio con essi compatibili. Tali interventi possono comprendere: il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio stesso. Ad esempio, sono considerati interventi di restauro e risanamento conservativo, quelli:

– mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado;

– di adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti;

– di apertura di finestre per esigenze di areazione dei locali.

INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Sono considerati come interventi di ristrutturazione edilizia [11] gli insiemi di interventi sistematici di trasformazione dell’edificio che possono anche portare alla demolizione dell’edificio stesso a patto che questa sia seguita dalla sua fedele ricostruzione (è consentito uno lieve spostamento sull’area di sedime).

Attraverso queste opere è possibile incrementare la superficie utile, ma non il volume preesistente degli edifici. Sono tali, ad esempio, gli interventi che comportino la trasformazione dei locali accessori in locali residenziali (modifica della destinazione d’uso), gli interventi di ampliamento delle superfici o la riorganizzazione distributiva degli edifici e delle unità immobiliari. Rientrano nel concetto di ristrutturazione edilizia le opere di:

– demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile;

– modifica della facciata;

– realizzazione di una mansarda o di un balcone;

– trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;

– apertura di nuove porte e finestre;

– costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

note

[1] Art. 16-bis del TUIR.

[2] Inteso come persona fisica; ma non solo: in determinati casi l’agevolazione è fruibile anche da quei soggetti IRPEF che sono persone giuridiche ovvero società di persone, società in accomandita semplice e società in nome collettivo

[3] Previsti dall’articolo 3 lettere a), b), c), d) del D.P.R. n. 380/2001.

[4] Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera a) del D.P.R. n. 380/2001.

[5] Si veda in proposito la lettera a) dell’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001

[6] Art. 1117, numeri 1, 2 e 3 cod. civ. Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:

– tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;

– le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;

– le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

[7] Concetto previsto dall’art. 3, comma 1, lettera b) del DPR 380/2001 è stato recentemente modificato ed ampliato dal Decreto Legge n. 133/2014, convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164.

[8] Caso nel quale passano immediatamente alla categoria rappresentata dalla ristrutturazione edilizia, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d) del DPR 380/2001 con le conseguenze del caso in termini di procedimento burocratico-amministrativo di autorizzazione dal parte del Comune.

[9] Ai sensi del D.L. 133/2014.

[10] Secondo quanto viene previsto dall’art. 3, comma 1, lettera c), del D.P.R. n. 380/2001.

[11] Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 380/2001.

Autore immagine: 123rf com

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