Lavoro e Concorsi Ed ora forse un secondo concorso all’Agenzia delle Entrate

Lavoro e Concorsi Pubblicato il 18 marzo 2015

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Oltre mille posti da dirigente da assegnare con un bando, in ossequio a quanto imposto dalla Corte Costituzionale.

Tra gli scenari che potrebbe aprire la sentenza della Corte Costituzionale di ieri [1] – con cui è stata dichiarata l’illegittima nomina a dirigente di oltre mille funzionari interni – c’è anche la possibilità di un secondo e nuovo concorso all’Agenzia delle Entrate (oltre quello già indetto in questi giorni: leggi “Concorso Agenzia delle Entrate”). L’effetto della sentenza dal giorno della pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» sarà la decadenza dall’incarico dei circa 1.200 dirigenti oggi operativi nelle agenzie delle Entrate e delle Dogane sulla base di nomine avvenute con la stipula di un contratto a termine con funzionari e senza un concorso.

In sintesi, gli incarichi di dirigente sino ad oggi ricoperti in via temporanea da funzionari (ma puntualmente prorogati) sono stati letteralmente decapitati dalla Consulta. E ora si prospetta un vuoto di organico di oltre 1.200 posti. Che andranno, in qualche modo, ricoperti, previo concorso.

La Corte Costituzionale, lo ricordiamo ancora una volta, ha dichiarato l’illegittimità delle nomine a dirigente di personale con qualifica di funzionario perché effettuate senza concorso pubblico. Risultato: se tali promozioni erano avvenute – e puntualmente rinnovate di anno in anno – per supplire a un deficit di personale, ora il problema si pone con maggiore urgenza. Infatti, non potendo più l’Agenzia delle Entrate ricorrere all’istituto della reggenza, in quanto temporaneo e non rinnovabile, dovrà necessariamente procedere a un concorso per assegnare tali incarichi. Concorso che la Corte, ieri, ha voluto ribadire più volte: non è possibile affidare – si legge in sentenza – posti di pubblico impiego, anche a personale già in servizio, se non attraverso tale procedura concorsuale.

Mai come ora, quindi, numerosi sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate soffriranno l’assenza di personale che possa firmare gli avvisi di accertamento e tutti gli altri atti che impegnano gli uffici territoriali del fisco.

Questo, dall’altro lato, svela anche una totale paralisi dell’amministrazione finanziaria, oggi in condizione di non poter funzionare.

Né si potrebbe pensare che il concorso appena indetto possa supplire all’assenza di dirigenti.

Insomma, sembrerebbe dunque una strada obbligata, per l’Agenzia delle Entrate, quella di indire, al più presto, un nuovo e secondo concorso.

Staremo a vedere, nei prossimi giorni, quali saranno le scelte del vertice.

L’effetto della sentenza dal giorno della pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” sarà la decadenza dall’incarico dei circa 1.200 dirigenti oggi operativi nelle agenzie delle Entrate e delle Dogane sulla base di nomine avvenute con la stipula di un contratto a termine con funzionari e senza un concorso.

note

[1] C. Cost. sent. n. 37/2015. Leggi: La Corte Costituzionale abbatte Equitalia


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