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Contributo unificato, la tabella aggiornata per le esecuzioni forzate dopo la riforma

19 marzo 2015


Contributo unificato, la tabella aggiornata per le esecuzioni forzate dopo la riforma

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2015



Gli importi, le istruzioni, lo schema e i chiarimenti nella circolare del Ministero della Giustizia.

Arrivano, con una circolare appena pubblicata [1], i chiarimenti del Ministero della Giustizia su come deve essere versato il contributo unificato nelle procedure esecutive. Vengono anche chiariti i nuovi importi aggiornati alla riforma del DL 132/2014.

Nelle procedure esecutive il contributo unificato va versato al momento del deposito dell’istanza di assegnazione e vendita da parte del creditore procedente [2].

Il dubbio manifestato da diversi Uffici giudiziari riguarda la possibilità di assoggettare ad autonomo contributo unificato la fase incidentale, che nasce nel caso in cui il giudizio di opposizione all’esecuzione, di opposizione agli atti esecutivi e di opposizione di terzo vengano proposti, ad esecuzione già iniziata davanti al giudice dell’esecuzione. La risposta del Ministero è secca. Non deve essere versato alcun tipo di contributo unificato per la fase incidentale, di competenza del giudice dell’esecuzione, relativa alla proposizione del giudizio di opposizione all’esecuzione (articolo 615, comma 2, cod. proc. civ.), nelle opposizioni agli atti esecutivi (articolo 617, comma 2, cod. proc. civ.) e nelle opposizioni di terzo all’esecuzione (ex articolo 619 cod. proc. civ.). Infatti, il procedimento cosiddetto incidentale, che si svolge dinanzi al giudice dell’esecuzione, non è ricompreso nell’elenco dei processi e delle procedure per le quali è dovuto il contributo unificato a norma del Testo Unico sulle Spese di Giustizia, le cui disposizioni hanno natura tributaria e, come tali, non sono suscettibili di interpretazione analogica, il che rende irrilevanti gli eventuali effetti cautelari prodomi dal provvedimento dì sospensione dell’esecuzione. In conclusione, non deve essere percepito alcun tipo di contributo unificato per la fase incidentale, di competenza del giudice dell’esecuzione, relativa alla proposizione del giudizio di opposizione.

 SCHEMA DEGLI IMPORTI DEL CONTRIBUTO UNIFICATO

ESENZIONI 
Nulla è dovuto per:

  • Processi già esenti, secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall’imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
  • Processi di rettificazione di stato civile.
  • Processi in materia tavolare.
  • Processi, anche esecutivi, di opposizione e cautelari, in materia di assegni di mantenimento della prole.
  • Altri processi riguardanti la prole.
  • Processi di cui al titolo II, capi II, III, IV, V del libro IV del cod. proc. civ. (1)
  • Processi di cui all’art. 3 della L. 24 marzo 2001, n. 89 (Legge Pinto).
  • Processi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, processi per controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego (salvo che per i processi dinanzi la Corte di Cassazione), se la parte è titolare di reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione) non superiore a € 32.298,99 (2)
  • Processi in materia di integrazione scolastica, relativamente ai ricorsi amministrativi per la garanzia del sostegno agli alunni con handicap fisici o sensoriali (art. 13, c. 3 della L. 5 febbraio 1992, n. 104

La ragione dell’esenzione deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell’atto introduttivo

 

Importi Contributo Unificato

VALORE DELLA CONTROVERSIA CONTRIBUTO
A) fino a € 1.100,00

Il medesimo importo è previsto per:

  • Processi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie (salvo che per i processi dinanzi la Corte di Cassazione) C.U. dovuto per la parte titolare di reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione) superiore a € 32.298,99 (2).
  • Procedimenti di cui all’art. 711 c.p.c. (Separazione consensuale dei coniugi)
  • Procedimenti di cui all’art. 4, c. 16 L. 898/1970 (divorzio – domanda congiunta) 
€ 43,00
B) Superiore a € 1.100,00 fino a € 5.200,00

Il medesimo importo è previsto per:

  • Processi di volontaria giurisdizione
  • Processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo I e capo VI del cod. proc. civ. (3)
  • Processi contenziosi di cui all’art. 4 L. 898/1970 (divorzio giudiziale)
  • Procedimenti in camera di consiglio del tribunale fallimentare
€ 98,00
C) Superiore a € 5.200,00 fino a € 26.000,00 

Il medesimo importo è previsto per:

  • Processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del Giudice di Pace
 € 237,00
D) Superiore a € 26.000,00 fino a € 52.000,00

Il medesimo importo è previsto per:

Processi civili di valore indeterminabile

€ 518,00
E) Superiore a € 52.000,00 fino a € 260.000,00 € 759,00
F) Superiore a € 260.000,00 fino a € 520.000,00 € 1.214,00
G) Superiore a € 520.000,00 

Il medesimo importo è previsto qualora manchi la dichiarazione relativa al valore della causa

€ 1.686,00
GIUDIZI DI IMPUGNAZIONE E PROCESSI IN CASSAZIONE

Il C.U., determinato in base agli scaglioni, è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato per i processi dinanzi alla Corte di Cassazione

PROCEDIMENTI DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE

Oltre al C. U. determinato in base agli scaglioni, è dovuto un importo pari all’imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari (€ 200,00 dal 1° gennaio 2014), fatta eccezione per i processi in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie, processi per controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego

PROCEDIMENTI DAVANTI AL TRIBUNALE DELLE IMPRESE (D.Lgs. 168/2003) 

Per i processi di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa istituite presso alcuni Tribunali e Corti di Appello, il C. U., determinato in base agli scaglioni, è raddoppiato

IMPUGNAZIONI RESPINTE, INAMMISSIBILI O IMPROCEDIBILI

Quando l’impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l’ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale. Il giudice dà atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente e l’obbligo di pagamento sorge al momento del deposito dello stesso

PROCESSI DI ESECUZIONE

  • Processi di esecuzione immobiliare: il C. U. dovuto è pari a € 278,00
  • Processi di esecuzione mobiliare di importo inferiore a € 2.500,00: il C. U. è pari a € 43,00
  • dal 11/12/2014 – Istanza per ricerca telematica dei beni da pignorare (ex art. 492-bis c.p.c.): il C. U. è pari a € 43,00 (non si applica l’anticipazione forfettaria di cui all’articolo 30 D.P.R. 115/2002)
  • Altri processi esecutivi: il C. U. è pari a € 139,00 (metà del C. U. previsto per i processi esecutivi immobiliari)
PROCESSI DI OPPOSIZIONE AGLI ATTI ESECUTIVI

Il C. U. dovuto è pari a € 168,00.

CONTRIBUTO DIMEZZATO (rispetto allo scaglione di riferimento)

– Procedimenti speciali previsti nel libro IV, titolo I (procedimenti sommari) del cod. proc. civ. (4)

– Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (5)

– Giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento

– Processi per controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego (salvo che peri processi dinanzi la Corte di Cassazione) C.U. dovuto in base agli scaglioni per la parte titolare di reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione) superiore a € 32.298,99 (2)

MODIFICA DELLA DOMANDA, DOMANDA RICONVENZIONALE, CHIAMATA IN CAUSA, INTERVENTO AUTONOMO

La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l’assegnazione o la vendita dei beni pignorati è tenuta al pagamento del C.U.

La predetta parte, quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l’aumento del valore della causa, è tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo.

Le altre parti, quando modificano la domanda o propongono domanda riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento autonomo, sono tenute a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento di un autonomo contributo unificato, determinato in base al valore della domanda proposta.

PROCEDURE FALLIMENTARI (dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura)Il C. U. dovuto è pari a € 851,00

INSINUAZIONE TEMPESTIVA AL PASSIVO
Il C. U. non è dovuto

INSINUAZIONE TARDIVA AL PASSIVO
Il C. U. non è dovuto con riferimento ai fallimenti “nuovo rito”, cioè dichiarati a partire dal 16 luglio 2006 Per i fallimenti dichiarati prima della suddetta data, il contributo unificato è calcolato in base al valore del credito per cui si procede

PROCEDIMENTI ex art. 23 L. 24 novembre 1981, n. 689 

Gli atti del processo sono soggetti soltanto al pagamento del C. U. in base al valore della causa, nonché delle spese forfetizzate ex art. 30 TU spese di giustizia (€ 27,00 da applicarsi ai procedimenti iscritti a ruolo successivamente al 1° gennaio 2014)
Il Ministero della Giustizia, con nota n. 4275 del 28 settembre 2010, ha specificato che:
“Per quanto attiene i processi di competenza del giudice di pace, anche nella materia in oggetto (Giudizio di opposizione alle sanzioni amministrative. Procedimento ex art. 23 L. 689/1981), rimane vigente la specifica previsione normativa di parziale esenzione delle spese, disciplinata dall’articolo 46, della legge 21 novembre 1991, n. 374 , pertanto le cause di competenza del giudice di pace, il cui valore non eccede la somma di euro 1.033, sono soggette al pagamento del solo contributo unificato, in armonia con quanto previsto per le cause di diverso oggetto)

RICORSI IN MATERIA TRIBUTARIA 

Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il C. U. nei seguenti importi:

a) per controversie di valore fino a € 2.582,28 –> € 30,00

b) per controversie di valore superiore a € 2.582,28 e fino a € 5.000,00 –> € 60,00

c) per controversie di valore superiore a € 5.000,00 e fino a € 25.000,00 e per controversie di valore indeterminabile –>  € 120,00

d) per controversie di valore superiore a € 25.000,00 e fino a € 75.000,00 –>  € 250,00

e) per controversie di valore superiore a € 75.000,00 e fino a € 200.000,00 –>  € 500,00

f) per controversie di valore superiore a € 200.000,00 –> €1.500,00

L’importo di cui alla lett. f) che precede è dovuto anche nel caso di mancata indicazione della dichiarazione relativa al valore della lite
Nel processo tributario, il valore della lite, determinato, per ciascun atto impugnato anche in appello, ai sensi del c. 5 dell’art. 12 del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito

MANCATA INDICAZIONE DI FAX, PEC E C. F. NEL PROCESSO CIVILE E TRIBUTARIO 

Ove il difensore non indichi il proprio numero di fax ai sensi del primo comma dell’articolo 125 (contenuto e sottoscrizione degli atti di parte) del codice di procedura civile e il proprio indirizzo di posta elettronica certificata ai sensi del comma 1-bis dell’articolo 16 (comunicazioni e notificazioni) del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso il C. U. è aumentato della metà.

RICORSI AMMINISTRATIVI

Per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato, il C. U. è dovuto nei seguenti importi:

a) C. U. pari a € 300,00 per:

– ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104

– ricorsi aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato

– ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato

b) C. U. dimezzato per le controversie concernenti rapporti di pubblico impiego

c) C. U. pari a € 1.800,00 per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal Libro IV, Titolo V, del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni che richiamino il citato rito

d) ricorsi di cui all’art. 119, comma 1, lettere a) e b), del codice di cui all’all. 1 al D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104:

– C. U. pari a € 2.000,00 quando il valore della controversia è pari o inferiore a € 200.000,00

– C. U. pari a € 4.000,00 quando il valore della controversia è compreso tra € 200.000,00 e € 1.000.000,00

– C. U. pari a € 6.000,00 quando il valore della controversia è superiore a € 1.000.000,00

Se manca la dichiarazione relativa al valore della lite, il contributo dovuto è di € 6.000,00 

e) C. U. pari a € 650,00 per:

– tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti

– ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente
Per i giudizi d’impugnazione, i predetti importi sono aumentati della metà.

I predetti importi sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell’articolo 136 del Codice del Processo Amministrativo di cui al D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nel ricorso. L’onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio
Ai predetti fini, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della sentenza
Per ricorsi si intendono quello principale, quello incidentale e i motivi aggiunti che introducono domande nuove
Nel processo amministrativo per valore della lite nei ricorsi di cui all’art. 119, c. 1, lett. a) del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, si intende l’importo posto a base d’asta individuato dalle stazioni appaltanti negli atti di gara, ai sensi dell’art. 29, del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163. Nei ricorsi di cui all’art. 119, c. 1, lett. b) del D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104, in caso di controversie relative all’irrogazione di sanzioni, comunque denominate, il valore è costituito dalla somma di queste

Il C. U. non è dovuto per i ricorsi previsti dall’art. 25 della L. n. 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 195, di attuazione della dir. 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale

AZIONE CIVILE NEL PROCESSO PENALE

L’esercizio dell’azione civile nel processo penale non è soggetto al pagamento del contributo unificato, se è chiesta solo la condanna generica del responsabile Se è chiesta, anche in via provvisionale, la condanna al pagamento di una somma a titolo di risarcimento del danno, il contributo è dovuto, in caso di accoglimento della domanda, in base al valore dell’importo liquidato e secondo i previsti scaglioni di valore

PROCEDIMENTI IN MATERIA DI LOCAZIONE, COMODATO, OCCUPAZIONE SENZA TITOLO E IMPUGNAZIONE DI DELIBERA CONDOMINIALE

Il contributo è dovuto in base al valore della causa

CAUSE E ATTIVITÀ CONCILIATIVE in sede non contenziosa di valore inferiore a € 1.033,00 (e provvedimenti ad esse relativi)

È dovuto il solo contributo unificato secondo gli importi previsti dall’art. 13 di cui al DPR 30 maggio 2002, n. 115, e succ. mod. (art. 46, c. 1 della L. 21 novembre 1991, n. 374 – Istituzione del giudice di pace, come sostituito dalla Legge Finanziaria 2005).

Il Ministero della Giustizia con la nota del 30 dicembre 2004 sottolinea “che essi sono stati assoggettati soltanto al pagamento del contributo unificato, secondo quanto previsto dal comma 308 dell’articolato approvato, ferme restando l’esenzione dall’imposta di bollo e di registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, come originariamente previste.”

Note

(1) I capi II, III, IV, V del titolo II del libro IV del cod. proc. civ. trattano rispettivamente:

– dell’interdizione e dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno

– disposizioni relative all’assenza e alla dichiarazione di morte presunta

– disposizioni relative ai minori, agli interdetti e agli inabilitati

– dei rapporti patrimoniali tra i coniugi

(2) l’importo di € 32.298,99 è stato determinato, ai sensi del c. 1-bis dell’art. 9 del D.P.R. 115/2002, moltiplicando per tre il limite di reddito imponibile ai fini IRPEF previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato dall’art. 76 del medesimo D.P.R. 115/2002 e aggiornato da ultimo con decreto 2 luglio 2012 (il suddetto decreto ha fissato in € 10.766,33 il nuovo limite per il patrocinio a spese dello Stato)

(3) Il capo I e il capo VI del titolo II del libro IV del cod. proc. civ. riguardano rispettivamente:

– la separazione personale dei coniugi

– le disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio

(4) I capi I, II, III, III-bis, IV, del titolo I del libro IV del cod. proc. civ. trattano rispettivamente:

– del procedimento d’ingiunzione

– del procedimento per convalida di sfratto
Procedimenti di sfratto per morosità: per i quali il valore della causa si determina in base all’importo dei canoni non corrisposti alla data di notifica dell’atto di citazione per la convalida
Procedimenti di finita locazione: il cui valore si determina in base all’ammontare del canone per ogni anno

– dei procedimenti cautelari

– del procedimento sommario di cognizione (Capo III-bis inserito con L. 18 giugno 2009, n. 69)

– dei procedimenti possessori

Con riferimento all’applicazione del contributo unificato al procedimento sommario di cognizione, il Ministero della Giustizia, con circolare 4 agosto 2009, chiarisce che “al nuovo procedimento sommario di cognizione, disciplinato dall’articolo 702-bis c.p.c., debba applicarsi la riduzione del contributo unificato prevista dall’articolo 13, comma 3, del Testo Unico delle spese di giustizia, alla luce del testuale riferimento ivi contenuto ai processi speciali previsti nel libro quarto, titolo I, del codice di procedura civile. Nei casi, invece, in cui il procedimento prosegua con rito ordinario ai sensi del terzo comma dell’articolo 702-ter c.p.c., secondo un criterio di interpretazione sistematica, deve ritenersi che la parte che ha versato il contributo unificato iniziale debba effettuare l’integrazione per la metà non pagata del contributo medesimo. Ciò in quanto con la conversione del rito, disposta dal giudice ai sensi del citato terzo comma dell’articolo 702-ter c.p.c., si applicano al processo le disposizioni del libro secondo del codice di procedura civile, espressamente richiamate, per le quali il contributo è dovuto per intero. (…) Si fa presente, infine, che per il procedimento di appello, di cui all’articolo 702-quater c.p.c., il contributo unificato è dovuto per intero.”

(5) Nell’ipotesi in cui, contestualmente all’atto di opposizione a decreto ingiuntivo venga formulata una domanda riconvenzionale (es. risarcimento danno o compensazione credito), occorre procedere al calcolo del contributo unificato anche in relazione alla detta domanda riconvenzionale (nella misura intera) provvedendo al pagamento del contributo unificato della domanda riconvenzionale, se superiore a quello previsto per l’opposizione a decreto ingiuntivo (calcolato invece nella misura del 50%), ovvero, al pagamento del contributo unificato dell’opposizione (calcolato nella misura del 50%), se superiore a quello dovuto per la domanda riconvenzionale
Esempio:
Opposizione a decreto ingiuntivo di valore pari a € 25.000,00 con domanda riconvenzionale di valore pari a € 30.000,00 – il contributo unificato da versare – è di € 518,00, cioè il contributo per la domanda riconvenzionale, che assorbe il minore contributo di € 118,50 dovuto per l’opposizione a decreto ingiuntivo (50% di € 237,00)
Nel caso invece di:
Opposizione a decreto ingiuntivo di valore pari a € 100.000,00 con domanda riconvenzionale di € 10.000,00 – il contributo unificato da versare è quello dovuto per l’opposizione a decreto ingiuntivo, pari a € 379,50 (50% di € 759,00), che assorbe il minore contributo di € 237,00 dovuto per la domanda riconvenzionale


La riforma

Il nuovo articolo 518 cod. proc. civ., al sesto comma, prevede che:

Compiute le operazioni, l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto. Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi degli atti di cui al periodo precedente, entro quindici giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall’avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell’esecuzione. Sino alla scadenza del termine di cui all’articolo 497, copia del processo verbale è conservata dall’ufficiale giudiziario a disposizione del debitore. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al primo periodo del presente comma sono depositate oltre il termine di quindici giorni dalla consegna al creditore.

Nella prassi, capita che il pignoramento perda di efficacia sia a causa della mancata presentazione, da parte del creditore pignorante, dell’istanza di assegnazione e vendita nei termini, sia per il deposito della nota di iscrizione a ruolo, delle copie dell’atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto oltre i quindici giorni dalla consegna al creditore previsti per legge. Proprio per tali ragioni, il testo unico sulle spese di giustizia subordina il versamento del contributo unificato al deposito dell’istanza di assegnazione e vendita. Questa la ragione per cui, nella circolare in commento, si precisa che il pagamento del contributo unificato debba avvenire al momento del deposito dell’istanza di assegnazione e vendita.

Viene inoltre evidenziato, in chiusura, che nelle ipotesi in cui il creditore procedente effettui contestualmente il deposito della nota di iscrizione a ruolo, del titolo, del precetto, del verbale di pignoramento e dell’istanza di assegnazione e vendita, dovrà provvedere anche al pagamento del contributo unificato.

Quanto al procedimento incidentale nell’esecuzione, esso non risulta qualificato come autonomo procedimento camerale e non risulta menzionato nel testo unico sulle spese di giustizia: pertanto non bisogna effettuare il pagamento del contributo.

note

[1] Min. Giustizia circolare n. 3486/15.

[2] Ex Art. 14, comma 1, del testo unico sulle spese di giustizia.

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