Diritto e Fisco | Articoli

Studi di settore legittimi anche per minime incongruenze

18 Marzo 2015
Studi di settore legittimi anche per minime incongruenze

Accertamento legittimo in assenza di gravi incongruenze fra ricavi e standard.

Non c’è bisogno di gravi incongruenze per far scattare gli studi di settore e legittimare, a carico del contribuente, l’accertamento fiscale.

La Cassazione sposa la linea dura nei confronti di autonomi e professionisti; con una sentenza di stamattina [1] ammonisce: anche il minimo scostamento tra gli standard e i ricavi è sufficiente a legittimare l’Agenzia delle Entrate a utilizzare i valori statistici per contestare la dichiarazione dei redditi.

A differenza del redditometro, nel cui caso (stando a quanto promesso dall’amministrazione finanziaria) l’accertamento scatta solo se le spese sostenute sono complessivamente superiori al 20% rispetto al reddito dichiarato, nel caso, invece, degli studi di settore non esistono percentuali minime. L’accertamento induttivo è, quindi, legittimo tutte le volte in cui vi sia una divergenza tra quanto la “categoria”, in generale, dovrebbe dichiarare (secondo gli studi di settore elaborati dal fisco) e quanto, invece, effettivamente dichiarato dal contribuente.

Non si può dunque sostenere che, solo se risulta una grave incongruenza tra ricavi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dagli studi di settore, l’accertamento sia illegittimo. Ciò perché gli standard, coerentemente con la loro natura di estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali elaborati sulla base dell’analisi delle dichiarazioni di un campione di contribuenti, sono stati utilizzati dall’ufficio quale strumento di valutazione di una situazione reddituale contabilmente inattendibile.

La parte più “difficile da digerire” della sentenza è però quella secondo cui spetta al contribuente dimostrare che i propri redditi sono in regola e che, quindi, gli studi di settore si sbagliano. Una prova che, a volte, proprio per la difficoltà con cui è possibile ottenerla, invita molta gente a “conciliare” piuttosto che tentare la carta del contenzioso. Il che dovrebbe dirla tutta sull’effettività delle garanzie che lo Statuto del Contribuente presta in favore dei soggetti accertati


note

[1] Cass. sent. n. 5354 del 18.03.15.

Autore immagine: 123rf com


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