La nuova responsabilità civile dei magistrati: da oggi in vigore

19 Marzo 2015
La nuova responsabilità civile dei magistrati: da oggi in vigore

Giudici: tre anni per chiedere il risarcimento allo Stato; indennizzi per dolo o colpa grave.

Oggi entra in vigore la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Rinviando per una trattazione più ampia all’articolo “Responsabilità dei giudici: cosa cambia con la nuova legge”, cerchiamo di sintetizzare i punti essenziali.

Il cittadino dovrà (come in precedenza) proporre la causa entro tre anni (non più, come in passato, solo due).

Il giudizio andrà intentato direttamente contro lo Stato che però poi (qui la novità), in caso di sconfitta, sarà obbligato a rivalersi contro il giudice responsabile. Tale rivalsa consentirà allo Stato di trattenere fino al 50% dello stipendio del magistrato (prima, il tetto era del 30%), anche nel caso in cui il danno sia stato causato a più persone. Tale limite può essere superato solo se la responsabilità deriva da dolo.

Non ci sarà più il filtro di ammissibilità dell’azione che esisteva con la precedente normativa: una sorta di scrematura che effettuava il Tribunale distrettuale ai fini di un controllo preliminare sulla fondatezza dell’azione. Per cui, qualsiasi azione avanzata dal cittadino – appaia, a prima a prima vista fondata o meno – dovrà essere portata avanti, fino alla sentenza.

Il diritto al risarcimento scatta per dolo e colpa grave. Vi rientra:

– l’affermazione di un fatto inesistente;

– la negazione di uno esistente;

– la violazione manifesta della legge e del diritto comunitario o per travisamento evidente del fatto o delle prove. A tal fine, si tiene conto del grado di chiarezza e precisione delle norme violate; dell’inescusabilità e della gravità dell’inosservanza;

– l’emissione di un provvedimento cautelare senza motivazione o supporto di legge.

Il cittadino potrà farsi risarcire tanto i danni patrimoniali quanto quelli non patrimoniali.



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