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Lo sai che? Chi legge di nascosto gli sms sul cellulare altrui commette rapina

Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2015

Sottrarre di nascosto e perquisire il cellulare dell’ex alla ricerca di messaggi fedifraghi è un grave reato: parola di Cassazione.

Non c’è di mezzo solo la riservatezza, ma anche il patrimonio di chi subisce la sottrazione non autorizzata del cellulare. Anche se lo scopo è quello di mostrarlo a terzi per svelare gli sms con la prova del tradimento.

Secondo, infatti, una sentenza di questa mattina della Cassazione [1] commette il delitto di rapina chi requisisce il telefonino della moglie o della fidanzata al solo scopo di far conoscere a tutti i messaggini scambiati col partner segreto.

La vicenda

È stato condannato a due anni e due mesi un uomo per essersi impossessato del telefono della ex solo per far conoscere al suocero i messaggi che la stessa riceveva da un altro uomo.

La motivazione

È vero: affinché scatti la rapina, il codice penale [2] richiede che il reo abbia agito per procurarsi un profitto ingiusto. Tuttavia

– quanto al profitto: questo può essere anche solo un’utilità morale (e non necessariamente legata al portafogli).

– quanto all’ingiustizia, la violazione della privacy telefonica della vittima è di per sé sufficiente a costituire un comportamento ingiusto, in quanto comprime la libertà di autodeterminazione di una persona. Non ci si può appigliare al fatto di voler esercitare un proprio diritto (come quello, per esempio, a difendersi in una causa di separazione o divorzio) volto a dimostrare, attraverso i messaggini, i tradimenti dell’ex. Proprio tale scopo integra – secondo la Cassazione – “il requisito dell’ingiustizia del profitto morale che l’agente voleva ricavare dall’impossessamento del telefono”.

È lecito tradire se non si è sposati

Inoltre – sostiene la Cassazione – l’instaurazione di una relazione sentimentale con un terzo, da parte di una persona che, per quanto abbia un rapporto con un’altra persona, non sia legata a questa da matrimonio, appartiene alla sfera della libertà e rientra nel diritto inviolabile all’autodeterminazione protetto dalla Costituzione [3]. Insomma, finché non si sale sull’altare c’è piena libertà di tradire.

In sintesi, la pretesa di chi vuole perquisire il telefono della ex alla ricerca di messaggi compromettenti, assume i caratteri dell’ingiustizia manifesta proprio perché, violando il diritto alla riservatezza, tende a comprimere la libertà di autodeterminazione della donna.

Ecco dunque la sintesi della sentenza della Cassazione: nel delitto di rapina sussiste l’ingiustizia del profitto quando l’agente, impossessandosi della cosa altrui (nella specie un telefono cellulare), persegua esclusivamente un’utilità morale, consistente nel prendere cognizione dei messaggi che la persona offesa abbia ricevuto da altro soggetto. Si tratta di una finalità illecita poiché, violando il diritto alla riservatezza, incide sul bene primario dell’autodeterminazione della persona nella sfera delle relazioni umane.

note

[1] Cass. sent. n. 11467/15 del 19.03.2015.

[2] Art. 628 cod. pen.

[3] Art. 2 Cost.

Autore immagine: 123rf com


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