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Lo sai che? Come fare per verificare se ci sono debiti nell’eredità

Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 marzo 2015

Oltre al dolore per la perdita di un congiunto, l’apertura di una successione porta inevitabilmente a interrogarsi su quali siano i beni e i diritti di cui il defunto era proprietario ma per evitare di incorrere in brutte sorprese conviene sapere anche come avere informazioni certe sull’eventuale presenza di debiti.

 

Tradizionalmente l’apertura di una successione è vista come occasione di arricchimento per gli eredi del defunto che sono chiamati a spartirsi i beni del patrimonio di quest’ultimo. Tuttavia, con la crisi economica che ha colpito strati sempre più ampi della società, non è raro che le successioni presentino un saldo negativo con conseguente rinuncia all’eredità da parte dei successori o, al più, accettazione con beneficio d’inventario.

Prima però di assumere decisioni drastiche e irreversibili come la rinuncia ai beni del defunto oppure costose come l’accettazione con beneficio d’inventario a causa degli adempimenti a essa connessi, è opportuno sapere come ottenere informazioni certe sull’eventuale presenza di debiti nel patrimonio del defunto.

Innanzitutto è bene aver chiari quali siano, in generale e nella maggior parte dei casi, le principali fonti di debito e in secondo luogo come richiedere informazioni circa lo stato delle passività esistenti al momento della morte.

Debiti con lo Stato

Si può conoscere la situazione debitoria a partire dall’anno 2000 attraverso una consultazione dell’estratto conto disponibile on line sul sito www.gruppoequitalia.it. Accedendo al link “servizi online” per i cittadini e cliccando su “estratto conto”, si apre la pagina in cui viene illustrata la procedura da seguire per ottenere l’accesso alla posizione personale nonché alla posizione contributiva dell’Inps.

In entrambi i casi si deve seguire una procedura di registrazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate e su quello dell’Inps attraverso la quale vengono rilasciate le credenziali di accesso per poter consultare se e quali posizioni debitorie siano a carico della persona di cui si richiedono le informazioni. In entrambi i casi bisogna avere a portata di mano il codice fiscale del defunto per ottenere il rilascio di un apposito codice PIN che permette la consultazione dei dati.

Debiti con le banche

In questo caso occorre conoscere gli istituti di credito con i quali il defunto intratteneva rapporti, ad esempio di conto corrente, gestione titoli, mutui e finanziamenti.

Per conoscere l’eventuale posizione debitoria occorrerà contattare la banca fornendo alla stessa un certificato di morte del defunto chiedendo, ai fini della compilazione della dichiarazione di successione, il resoconto delle posizioni intrattenute dal defunto con l’istituto di credito. Quest’ultimo quindi rilascerà all’erede richiedente un certificato riportante tutti i rapporti in corso alla data di morte, sia quelli attivi che quelli eventualmente passivi.

Debiti con soggetti terzi

Sono le posizioni debitorie più difficili da verificare, in ragione della molteplicità di rapporti di obbligazione che il defunto può aver contratto nel corso della propria vita. Si pensi ad esempio a qualunque tipo di fornitura o di appalto, dalla ristrutturazione di casa fino alla prestazione dell’artigiano o del professionista che non è stata saldata.

In questi casi soltanto una verifica della documentazione in possesso del defunto potrà permettere agli eredi di comprendere se tali prestazioni sono state correttamente saldate o se pendono ancora dei debiti.

Si ricorda a questo proposito che:

– per i debiti nei confronti dei professionisti, solo la fattura emessa da questi ultimi attesta l’avvenuto pagamento;

– per i debiti nei confronti degli artigiani, la relativa fattura o comunque la ricevuta del compenso incassato permetteranno di dimostrare che non vi è più alcun debito nei confronti di essi.

note

Autore immagine: 123rf com


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