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Lo sai che? Conto corrente intestato a più persone: diritti, facoltà e doveri

Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2015

Conto e deposito bancario cointestato, rapporto fra contestatari e la banca, versamenti e prelievi, utilizzo di somme di pertinenza di uno soltanto dei titolari.

Quando un conto corrente o un è intestato a più soggetti, con diritto per ognuno di questi di prelevare o versare anche autonomamente, si realizza quella che i tecnici del diritto chiamano “solidarietà dal lato attivo della obbligazione”: in pratica, se uno dei contitolari muore, l’altro rimasto in vita ha diritto di chiedere alla banca l’adempimento dell’intero saldo. L’istituto di credito, così facendo, non deve temere eventuali contestazioni degli eredi dell’altro contitolare deceduto, perché l’adempimento così eseguito la libera da qualsiasi obbligo [1].

Salvo che risultino accordi diversi, il conto corrente (bancario e di deposito titoli) intestato a due (o più) persone si presume diviso in parti uguali. Pertanto ciascun cointestatario, anche se ha il diritto (nei confronti della banca) di compiere operazioni disgiuntamente dagli altri, nei rapporti interni con questi ultimi, invece, non può utilizzare, senza il consenso espresso o tacito dell’altro, una somma depositata in misura superiore alla quota parte di sua spettanza. Questo, in pratica, significa che se sul conto vi è un deposito di mille, ogni singolo cointestatario potrà utilizzarlo tutto o in parte. Fatto salvo, però, che nei confronti dell’altro contitolare dovrà dare spiegazioni (ed eventualmente rimborsare) la parte eccedente il 50% (che è di sua proprietà). Ovviamente, lo stesso discorso deve farsi tanto in relazione al saldo finale che per ogni singolo prelievo durante lo svolgimento del rapporto di conto corrente [2].
Nello stesso tempo, se uno dei contitolari riesce a dimostrare che il saldo attivo in conto deriva unicamente dai versamenti di somme di propria pertinenza (si pensi al conto intestato al marito e alla moglie dove, tuttavia, confluisce solo lo stipendio del primo), si deve escludere che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. In pratica, nell’esempio precedente, la moglie non potrebbe, allo scioglimento del conto, chiedere il 50% del deposito.

Questo però non toglie che, nei rapporti con la banca, ciascun titolare è legittimato a prelevare anche il 100% del deposito, non potendo l’istituto di credito opporsi qualora sia stato convenuto che ciascuno dei cointestatari abbia il diritto di effettuare operazioni disgiuntamente dall’altro [3].

La cointestazione di un conto corrente fa presumere già, di per sé, la contitolarità del contratto da parte dei cointestatari, salva ovviamente la prova contraria a carico della parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa [4].

note

[1] Cass. sent. n. 12385 del 3.06.2014.

[2] Cass. sent. n. 26991 del 2.12.2013.

[3] Cass. sent. n. 4066/2009.

[4] Cass. sent. n. 19305/2006.

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1 Commento

  1. Salve, avrei un quesito da porvi. Nel gennaio di quest’anno è deceduta mia zia lasciando come eredi 3 fratelli e due nipoti (figlie di una quarta sorella defunta. per facilitare la riscossione di vari crediti appartenuti a mia zia (TFR etc…) abbiamo aperto un conto cointestato a firme congiunte. Ora, due degli eredi hanno “fretta” di accaparrarsi i soldi e cercano di mettermi fretta nell’apporre la tanto agognata firma per poter prendere la loro parte. la mia domanda è: possono obbligarmi in alcun modo? (io abito a 700 km e momentaneamente mi è impossibile raggiungerli).
    Grazie

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