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Lo sai che? È legge il prestito vitalizio ipotecario agli over 60

Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 marzo 2015

L’alternativa alla vendita della nuda proprietà per finanziarsi: come trasformare una parte dell’immobile in liquidità per i consumi; alla morte del proprietario gli eredi possono scegliere se estinguere il debito con la banca o vendere il cespite a prezzi mercato.

Da oggi, chi vuole continuare a vivere nella propria casa, ma acquisire una liquidità necessaria per spese urgenti non avrà più bisogno di vendere la nuda proprietà riservandosi l’usufrutto dell’immobile. È infatti diventata legge la normativa che prevede il prestito vitalizio ipotecario.

 

La Commissione Finanze del Senato in sede deliberante ha approvato la nuova disciplina previgente, riformando completamente l’istituto e trasformandolo, di fatto, in una sorta di finanziamento a cui potranno accedere tutti i cittadini purché

– con più di 60 anni

– con un’immobile di proprietà.

Come funziona?

Il proprietario di casa, in possesso dei requisiti sopra descritti, si rivolge a una banca o a una finanziaria. Quest’ultima gli concede un prestito immeditato pari a una percentuale del valore dell’immobile dietro rilascio di garanzia: l’ipoteca sull’immobile stesso.

In pratica, la banca converte l’abitazione in denaro, ma a un prezzo ridotto, concedendo subito una somma liquida al titolare del bene e consentendogli, così, di far fronte ad esigenze di consumo.

Il proprietario, inoltre (a differenza del caso della vendita della nuda proprietà) continua a rimanere l’unico e completo proprietario della casa, anche se solo fino alla sua morte.

La misura è stata pensata soprattutto per le esigenze di quegli anziani che, pur avendo intestato uno o più immobili (nove su dieci hanno casa di proprietà) hanno tuttavia un basso reddito da pensione e difficoltà di accesso al credito.

Rispetto alla nuda proprietà il vantaggio è che la casa resta di proprietà e viene poi eventualmente venduta a prezzi di mercato. Alla morte del proprietario gli eredi possono scegliere se:

rimborsare il prestito alla banca (in un’unica tranche), estinguere l’ipoteca e tenersi l’immobile;

– oppure alienarlo o farlo vendere alla banca, sempre a prezzo di mercato, estinguendo con il ricavato il debito.

Le parti del contratto possono pattuire le modalità di rimborso graduale di interessi e spese, senza che sia applicata la capitalizzazione annuale degli interessi.

In caso di ritardato pagamento (che scatta tra il 30mo e il 180mo giorno dalla scadenza della rata) se verificatosi almeno sette volte, anche non consecutivamente, la banca (o la finanziaria) possono automaticamente risolvere il contratto.

I dettagli per l’offerta dei prestiti saranno fissati con un regolamento del ministero dello Sviluppo economico.

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Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. chiedo: ma sara’ cosi’ come detto e scritto? x aiuto ai pensionati va bene, ma chi ha un reddito , un altro immobile , un figlio disabile con immobile di prioprieta’ al 50 e 50 % come va’ il tutto? mi fate sapere? anche art. di legge cc. cpc. grazie rocco camasta

  2. State attenti alle banche. Dove mettono il naso spesso sorgono casini. In questo caso si è costruita l’ennesima legge a favore degli istituti di credito che credito non fanno in quanto si tratta di ipoteca sulla casa che, se non verrà rimborsata alla morte del richiedente, verrà venduta dalla banca stessa a valore di mercato e decurtata di un buon 15% dopo un anno di mancata transazione. Il solito furto legalizzato organizzato dal PD ladrone!

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