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La nullità dell’accertamento dell’Agenzia non si eccepisce in Cassazione

21 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 marzo 2015



È possibile eccepire la nullità degli accertamenti attualmente in contenzioso oltre la Commissione Tributaria Regionale? Eventualmente nel ricorso per cassazione.

Immagino che il Suo quesito si riferisca all’eccezione di invalidità degli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate che potrebbe essere sollevata a seguito della sentenza della Corte Costituzionale [1] (relativa alla dichiarazione di illegittimità delle nomine a dirigenti dei funzionari presso l’Agenzia delle Entrate).

In verità, come ho già anticipato nell’articolo da Lei letto e richiamato nel quesito (“Accertamenti e cartelle di Equitalia nulle”), è troppo presto per poter dare una risposta certa, non essendovi ancora precedenti giurisprudenziali sullo specifico tema. Tuttavia, in passato, la giurisprudenza di merito ha ritenuto che la questione del difetto di procura, da parte del funzionario firmatario dell’avviso di accertamento, fosse inquadrabile nell’ambito della categoria giuridica dell’inesistenza che, a differenza degli altri vizi, può essere rilevata in ogni stato e grado di giudizio. Tanto trova anche conferma in una sentenza della Cassazione del 2000 (sebbene riferita a fattispecie differente) secondo cui “l’inidoneità in astratto di un fatto a produrre un effetto giuridico, ovvero l’inesistenza di una norma che associ al fatto l’effetto, è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio” [2].

L’inesistenza (e non la semplice nullità) dell’atto firmato da soggetto privo di poteri è stata anche sostenuta, in passato, dalla Commissione Tributaria Regionale di Bologna [3]: senza la sottoscrizione di un soggetto legittimato a firmare gli atti tributari, questi ultimi si considerano come mai venuti a esistenza. Con la conseguenza che – stando almeno a questo filone – l’eccezione potrebbe essere sollevata in ogni stato e grado di giudizio, ivi compresa la Cassazione.

In ogni caso, mi sento di consigliarLe massima prudenza sulla questione, atteso che non si è ancora formata giurisprudenza sul punto; ma soprattutto, poiché lo “scandalo” delle false nomine rischia di minare la solidità delle casse erariali, non è da escludere che si arrivi a interpretazioni giurisprudenziali di compromesso (una sorta di “sentenze politiche”) che facciano salvi i precedenti accertamenti fiscali.

note

[1] C. Cost. sent. n. 37/2015.

[2] Cass. sent. n. 4478/2000.

[3] CTR Bologna sent. n. 1425/2014.

Autore immagine: 123rf com

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