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News Trasporto pubblico locale: si liberalizza

News Pubblicato il 21 marzo 2015

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Autobus “di linea” non più solo comunali: le aziende potranno essere private.

Mosé non vide la terra promessa, ma vi portò ugualmente il suo popolo prima di morire. Una metafora che potrebbe replicarsi per Maurizio Lupi, costretto ieri a dimettersi proprio mentre uno dei suoi disegni di legge più importanti approdava al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione. Parliamo del disegno di legge di riforma del trasporto pubblico locale su gomma (non quindi, i tram, ma gli autobus) che si avvia alla liberalizzazione totale.

Si tratta di 13 articoli che trasformeranno radicalmente il sistema dei trasporti urbani in Italia.

Il testo si basa su quattro innovativi pilastri:

– la liberalizzazione del mercato del trasporto pubblico locale in ambito urbano (TPL). Prima dell’affidamento della concessione, tuttavia, sarà necessaria una gara;

– verrà superato il sistema dei costi storici per l’assegnazione dei fondi statali alle Regioni (queste ultime, poi, a loro volta, li girano alle aziende di TPL): un sistema che risale al 1981. Si passa, finalmente, all’assegnazione dei contributi mediante costi standard applicati ai servizi realmente effettuati. In pratica, i contributi erogati alle imprese locali non verranno più calcolati (come tutt’ora avviene) in via presuntiva, sulla base del “potenziale” chilometraggio percorso (e, quindi, delle relative spese che esso comporta per l’azienda, in termini anche di usura dei mezzi), ma sulla scorta di quello effettivamente percorso. In questo modo si evitano gli sprechi e i “regali” che, sino ad oggi, hanno caratterizzato questo settore, rendendolo assai ghiotto per numerose realtà imprenditoriali;

– verranno concesse delle agevolazioni per favorire gli investimenti per il rinnovo del materiale rotabile delle aziende titolari del servizio pubblico tra cui il divieto di circolazione degli autobus “Euro 0” e 1 dal 1° gennaio 2019. In questo modo si vuole anche rinnovare il “parco auto” delle aziende di TPL, non solo ai fini dell’efficienza del servizio, ma anche della riduzione dell’inquinamento. Questo dovrebbe consentire l’acquisto di circa 3.400 autobus per svecchiare il parco rotabili che è tra i più vecchi in Europa, con una età media di 13 anni contro i 7 della media dei paesi dell’Unione europea;

– viene introdotta una detrazione fiscale del 19% per l’acquisto di un abbonamento annuo con un tetto di 200 euro di spesa per componente del nucleo familiare e 38 euro di sconto fiscale, a fronte di un aumento tariffario che non potrà essere inferiore al tasso di inflazione.

Il disegno di legge prevede anche altre misure come la lotta all’evasione tariffaria.


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