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Editoriali Revisione periodica dell’auto: nuova legge, nessun controllo

Editoriali Pubblicato il 22 marzo 2015

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> Editoriali Pubblicato il 22 marzo 2015

Regole di videosorveglianza e certificazione di qualità sui tachigrafi: diffidate delle officine che fanno “sconti sospetti”.

Sono entrate in vigore, almeno formalmente, il primo gennaio di quest’anno le nuove regole sulla revisione periodica degli autoveicoli: regole che impongono alle officine di attrezzarsi con sistemi di videosorveglianza onde contrastare – attraverso un controllo mirato – il fenomeno delle revisioni fasulle o “di comodo”, ossia quelle dichiarate sulla carta (a prezzi stracciati), ma, nei fatti, mai eseguite.

In base alle ultime disposizioni (di cui abbiamo parlato, più diffusamente, nell’articolo “Revisione periodica degli autoveicoli: dal 1 gennaio 2015 si cambia”), tutti i centri di revisione devono installare dispositivi elettronici di videocontrollo a distanza per evitare che possano essere messe in circolazione auto o moto che non hanno superato i controlli di sicurezza. Con conseguente rischio per la circolazione.

Nonostante l’obbligo disposto per legge, non tutte le officine si sono messe in regola e si sono dotate della strumentazione di controllo. Così, il consumatore, per risparmiare poche decine di euro, rischia di pagare un servizio mai effettivamente reso (quando, come a volte succede, ciò non sia proprio il frutto dell’accordo fraudolento tra cliente e officina).

Insomma, quando si parla di truffe o raggiri, non si guarda in faccia neanche alla sicurezza su ruote e alla propria (e altrui) vita.

Ricordiamo che ogni auto deve essere sottoposta a revisione a cadenze periodiche e, in particolare:

– dopo 4 anni dopo l’acquisto

– e, successivamente, ogni due anni.

Ebbene, dal 2015 tale attività di revisione dovrebbe essere dettagliatamente videofilmata con apposite telecamere. Questo, però, non dovrebbe impattare sulla tariffa per la revisione che, fissata con decreto ministeriale, resta attualmente ferma a 65,68 euro.

Inoltre, in questi giorni una circolare del Mise (del 9 marzo scorso) ha stabilito che gli installatori e le officine autorizzate all’installazione dei tachigrafi, sui mezzi per trasporto su strada, devono essere sottoposti, almeno ogni due anni, ad una verifica delle procedure applicate durante la manipolazione di tali apparecchi e specifica che tale verifica si concentra in particolare (può quindi riguardare anche altri aspetti) sulle misure di sicurezza adottate e sulla gestione delle carte di officina e che può essere effettuata anche senza condurre una visita in loco. Il tachigrafo – lo ricordiamo – è quel dispositivo di controllo dei tempi di guida, delle distanze percorse e della velocità sostenuta.

note

Autore immagine: 123rf com


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