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Mensa scolastica: detrazione buoni mensa e modello di certificazione

7 Maggio 2016 | Autore:
Mensa scolastica: detrazione buoni mensa e modello di certificazione

Finalmente arrivano i chiarimenti dell’Agenzia sulla certificazione delle spese, i figli a carico, i buoni mensa. La risposta ai quesiti dei nostri lettori.

L’agenzia ha chiarito poche ore fa con una circolare molto attesa [1], una serie di questioni relative alle detrazioni ammissibili per l’anno 2016 alla luce di quanto introdotto in modifica del Testo Unico sull’Imposta dei Redditi dalla Legge di Stabilità e dai decreti applicativi ad essa collegati. Una di queste materie, la più dibattuta ad oggi, probabilmente, è la questione mensa scolastica, per la quale sussistevano ancora una serie di chiarimenti necessari.

  • Intanto era necessario sapere, ad esempio, se fosse ammissibile a detrazione il servizio mensa offerto non dalla scuola ma dal comune o da ente terzo incaricato;
  • in secondo luogo era necessario sapere come certificare la spesa e come farlo soprattutto in caso dell’acquisto di buoni mensa;
  • infine sussistevano ancora dubbi rispetto alle quote di detrazione per i figli a carico.

L’agenzia con la circolare di ieri chiarisce tutti questi aspetti. Riportiamo di seguito la risposta alle domande che abbiamo sopra riportato e che sono state anche quelle più comuni dei nostri lettori (Leggi anche: Mensa scolastica: costo detraibile).

Mensa scolastica: detrazione servizio reso da cooperative e aziende 

Viene ammesso a detrazione il servizio reso da parte di cooperative e aziende che offrono il servizio mensa scolastica.

In particolare si specifica che tale ammissione vale per tutti gli istituti dalla scuola dell’infanzia all’istruzione di secondo grado. Ecco il dettaglio del chiarimento dell’Agenzia: “Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere comprese tra quelle “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado [e sono] detraibili – anche quando tale servizio sia reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola”.

Trattandosi di servizio previsto dall’ordinamento scolastico non è necessario che sia deliberato dal consiglio di istituto. L’Agenzia così si esprime in merito: “Non è, quindi, necessario che il servizio di ristorazione scolastica sia deliberato dagli organi di istituto essendo istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado”.

Mensa scolastica: come certificare la spesa

L’agenzia specifica, come abbiamo anticipato nei nostri articoli precedenti (Leggi anche: Detrazione mensa: caos certificazione spesa: il fac-simile) che ai fini della detrazione, la spesa può essere documentata mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento – chiunque esso sia, dunque anche se il bollettino non è intestato alla scuola ma al comune, ad esempio o ad una cooperativa o altra azienda fornitrice del servizio. Il bonifico o il bollettino devono riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Detrazione mensa scolastica: buoni mensa, contanti, bancomat

L’agenzia sottolinea che qualora per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa (siano essi in formato cartaceo o elettronico), in quel caso la spesa potrà essere documentata mediante specifica attestazione rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento, o in alternativa dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente. Per un modello di dichiarazione vi consigliamo il nostro articolo di approfondimento dei giorni scorsi (Leggi Detrazione mensa: caos certificazione spesa: il fac-simile)

La dichiarazione è esente da bollo.

Certificazione Mensa Scolastica incompleta: come fare

Inoltre l’Agenzia sottolinea che qualora per l’anno 2015 la dichiarazione già resa dovesse risultare incompleta, è possibile correggere a mano i dati aggiungendo quelli mancanti. Quindi se avete una dichiarazione del servizio pagato che però non comprende i dati citati, allora sarà sufficiente annotarli. Questa previsione vale solo per il 2015 (visto che i chiarimenti sono stati forniti solo da poche ore).

Detrazione mensa scolastica: quote figli a carico

Con riferimento alla suddivisione delle quote dei figli a carico tra i genitori, l’Agenzia specifica che la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa.

Nel caso in cui il documento sia intestato al figlio, la detrazione spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50 per cento ciascuno.

Considerato, tuttavia, che ai fini della detrazione è necessario che gli oneri siano rimasti effettivamente a carico del contribuente, nel caso in cui la spesa sia stata sostenuta da uno solo dei genitori o da entrambi in percentuali diverse dal 50 per cento, nel documento comprovante la spesa deve essere annotata la percentuale di ripartizione della spesa medesima.

Anche in questo caso l’annotazione potrà essere aggiunta manualmente dal contribuente.


note

[1] Agenzia delle Entrate, circ. 18/E 2016


2 Commenti

  1. Cosa succede se il comune non è in grado di risalire alla spesa totale sostenuta dal singolo alunno? La mensa di mio figlio lo scorso anno si pagava con buoni pasto e ora il comune afferma di non essere in grado di certificare la spesa per singolo. L’unico documento che rilascia è una certificazione che riporta i dati dell’alunno, la scuola frequentata e il costo del singolo buono pasto.
    In questo caso è possibile presentare una autocertificazione in sostituzione del dato di spesa mancante?

  2. salve, se il pagamento delle rette per le spese scolastiche vengono pagate dal coniuge fiscalmente a carico tramite bonifico bancario intestato allo stesso, il coniuge contribuente può scaricare l’importo totale del servizio mensa?

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