Tenuità del fatto: la causa di non punibilità per i reati più lievi, salvo sussista recidiva.
Tra i reati che, dal 2 aprile prossimo, verranno automaticamente archiviati per tenuità del fatto vi potrebbe finire anche la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, sempre che non vi sia recidiva.
È anche questo uno dei tanti effetti (distorti) del decreto legislativo appena approvato dal Governo e da poco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il testo di legge, come ormai in molti sapranno, stabilisce, per tutti i reati il cui fatto viene ritenuto dalla legge “tenue”, l’archiviazione immediata del procedimento, senza applicazione di alcuna pena.
Cosa si considera “fatto tenue”
È la legge stessa a stabilire i paletti della tenuità del fatto in presenza della quale non scatta alcuna punizione per il colpevole. Tali vengono definiti tutti quei reati per i quali è prevista la reclusione fino a 5 anni, oppure la pena pecuniaria.
La guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti
Anche la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti rientra, almeno nella dizione letterale della legge, tra quei reati per i quali non dovrebbe scattare alcuna sanzione.
Tuttavia si tratta di reati caratterizzati da un forte disvalore sociale, anche per gli effetti che – in termini di pubblica sicurezza – possono comportare. Dunque bisognerà verificare come, nei fatti, i giudici si orienteranno sul punto. È certo, comunque, che un chiarimento dovrà arrivare: il rischio sarà, infatti, quello di consentire che si impugni il volante anche in condizioni di assoluta incapacità a guidare. Ed allora, tutti gli inasprimenti delle pene adottati in questi anni per evitare il triste primato delle “morti del sabato sera” saranno andati in fumo.
Come già, infatti, abbiamo chiarito nell’articolo “Tenuità del fatto: una guida per l’imputato e il danneggiato”, la guida sotto gli effetti dell’alcol è una condotta purtroppo molto comune, per la quale la legge stabilisce sanzioni accessorie piuttosto “forti”, come la sospensione della patente e la confisca del veicolo. Si spera, dunque, che, nella prassi, i giudici finiscano per non applicare la non punibilità per tenuità del fatto ricorrendo a motivi come l’elevato tasso alcolemico oppure la pericolosità della condotta di guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti.