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Sopracciglia tatuate ammissibili a detrazione

7 Maggio 2016
Sopracciglia tatuate ammissibili a detrazione

Tatuaggio sopracciglia: ecco in quali casi l’intervento può essere considerato ammissibile tra le spese mediche ed i relativi costi, dunque, detraibili dalle tasse 

Con una apposita circolare [1] l’Agenzia delle entrate, su specifica richiesta, ha chiarito i casi in cui la dermopigmentazione delle ciglia e delle sopracciglia può essere considerata ammissibile a detrazione. Vediamo i dettagli.

Tatuare le sopracciglia: spesa detraibile?

La spesa per il tatuaggio effettuato per la cura o l’alleviamento della condizione di disagio fisico derivante dall’assenza di ciglia e sopracciglia, derivante da un’eventuale alopecia o da altra malattia con i medesimi effetti, può essere detratta dalle tasse secondo la normativa relativa alla detrazione delle spese mediche (che prevede una detrazione pari al 19% della spesa che sia superiore a 129,11 euro).

L’agenzia ha difatti effettuato uno specifico quesito al Ministero della Salute, richiedendo chiarimenti sul valore medico di tale intervento. Il Ministero ha sottolineato come “L’intervento di dermopigmentazione, anche se non eseguito per finalità di cura, è volto a correggere almeno in parte una condizione secondaria alla malattia e ad alleggerire il suo impatto psicologico.”. L’intervento in esame, quindi, può essere ricondotto ad un intervento medico-sanitarioa condizione che sia eseguito da personale medico presso strutture sanitarie provviste della regolare autorizzazione.”. 

Per i dettagli relativi alla detrazione delle spese mediche leggi: Detrazione farmaci, prodotti galenici e omeopatici: come fare? Detrazione spese mediche: anche familiari non a carico.

Tatuaggio ciglia e sopracciglia: Quando è scaricabile dalle tasse?

 In ragione delle indicazioni fornite dal Ministero, l’Agenzia ritiene che si debbano considerare ammissibili a detrazione le spese effettuate anche per il tatuaggio delle ciglia e delle sopracciglia quando il contribuente sia in grado di:

  • produrre una certificazione medica che attesti che l’intervento di dermopigmentazione è finalizzato a correggere l’effetto anche secondario della patologia sofferta;
  • la fattura relativa alla prestazione sia rilasciata da una struttura sanitaria autorizzata e dalla stessa o da altra documentazione risulti che la prestazione è resa per mezzo di personale medico.

Non sono, dunque, ammissibili le spese effettuate presso i centri estetici, il che aprirà lo spazio  a numerose polemiche, considerato che l’intervento è tipico di tali centri, per gestire i quali, peraltro, gli estetisti seguono corsi di formazione professionale biennali che li rendono spesso molto più competenti di tante strutture mediche.


note

[1] Agenzia delle Entrate, circ. 18/E/2016


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