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No contributo unificato per separazioni e divorzi con la negoziazione

23 marzo 2015


No contributo unificato per separazioni e divorzi con la negoziazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 marzo 2015



Negoziazione assistita: il contributo unificato non si paga al deposito dell’accordo, né si applica la sospensione feriale del termine; così la circolare del ministero della Giustizia.

È ufficiale: nella negoziazione assistita per separazioni e divorzi consensuali non si pagano le tasse. In altre parole, le parti non sono tenute a versare alcun contributo unificato nel momento in cui gli avvocati depositano l’accordo dei coniugi presso la Procura della Repubblica per il nulla osta del pubblico ministero.

Inoltre non si applica neanche la sospensione feriale.

Lo rende noto il Ministero della Giustizia che, con una recente circolare, così spiega: l’atto di negoziazione assistita ha natura stragiudiziale.

La questione era stata sollevata dalla Corte di Appello di Milano e il dubbio era finito direttamente sulla scrivania del ministro. Nel frattempo il Cnf ha pubblicato i formulari per gli avvocati che si dovranno destreggiare in questa nuova procedura (leggi: “Negoziazione assistita per separazioni e divorzi: formulari e facsimili”).

Nessun contributo unificato

Non si applica, alla negoziazione assistita, l’obbligo per le parti di versare il contributo unificato, in analogia a quanto avviene per le cause ordinarie davanti al Tribunale e al Giudice di Pace. Dal ministero, peraltro, arriva l’invito, agli avvocati che sino ad ora hanno dovuto pagare, di chiedere il rimborso in forza dell’autorevole intervento della direzione per gli Affari di giustizia del Ministero.

L’intervento del pm, che verifica l’accordo dei coniugi depositato dai rispettivi avvocati in tribunale, si limita a dare il nulla osta formale (ossia quando non ravvisa irregolarità) se non ci sono figli, oppure la sua “autorizzazione” quando ci sono figli minori o maggiorenni incapaci, o portatori di handicap gravi, o non autosufficienti (diversamente il pm trasmettere l’accordo entro cinque giorni al presidente del tribunale per l’apertura di un procedimento che si svolgerà nello stesso ufficio).

Detto in parole semplici, il pm ha solo il compito di effettuare una verifica di natura amministrativa. Del resto, la legge del 2014 [1] ha “degiurisdizionalizzato” la materia, ossia ha voluto espressamente sottrarla all’area del contenzioso. E dunque, nessun contenzioso, nessun contributo unificato.

Sospensione estiva

Allo stesso modo non è applicabile la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale: la natura giurisdizionale deve essere esclusa perché si tratta soltanto di un procedimento tramite il quale è possibile ottenere un provvedimento di nulla osta o di autorizzazione su un accordo voluto dai coniugi per arrivare alla separazione personale, o allo scioglimento del matrimonio, ovvero alla cessazione degli effetti civili, oppure ancora alla modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

note

[1] L. 162/14.

Autore immagine: 123rf com

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