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Fondo patrimoniale: l’unica casa dei coniugi si pignora più facilmente

24 marzo 2015


Fondo patrimoniale: l’unica casa dei coniugi si pignora più facilmente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 marzo 2015



Revocatoria più facile se non ci sono altri beni del debitore da aggredire: è sufficiente la conoscenza del pregiudizio arrecato ai creditori.

Fondo patrimoniale: da molti usato come espediente per sottrarre, alle aggressioni dei creditori, la casa di famiglia. Ma attenzione: se si tratta dell’unico immobile dei coniugi, per il creditore la revocatoria è più facile. A dirlo è la Cassazione con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

Come tutti gli atti compiuti al solo fine di ridurre le chance dei creditori di potersi soddisfare attraverso l’esecuzione forzata, anche il conferimento di un immobile in un fondo patrimoniale può essere revocato. In particolare, il creditore deve agire entro 5 anni dal perfezionamento del fondo stesso. Lo potrà fare anche se il proprio credito non è ancora esigibile o, su di esso, penda una causa di accertamento. Così, per esempio, se anche il debitore della banca abbia proposto opposizione al decreto ingiuntivo notificatogli dall’istituto di credito e, nello stesso tempo abbia effettuato un fondo patrimoniale, comunque la banca potrà, prima ancora della fine di tale giudizio, avviare l’azione di revocatoria, per cautelarsi con anticipo dal rischio insolvenza.

La revocatoria può essere esperita da qualsiasi creditore, a prescindere dal tipo di credito vantato. Lo scopo di tale azione è rendere inefficace lo scudo del fondo almeno per il creditore procedente.

Quali prove?

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte ha chiarito che l’atto di costituzione del fondo patrimoniale, anche se compiuto da entrambi i coniugi, si considera come un “atto a titolo gratuito” e, come tale, soggetto ad azione revocatoria ordinaria a condizione che sussista la semplice conoscenza, da parte del debitore, del pregiudizio arrecato ai creditori.

In buona sostanza, e detto con parole più semplici, rispetto ad altri atti dispositivi del patrimonio (come per esempio la vendita di un immobile), nel caso del fondo patrimoniale il creditore ha un compito più agevole per conseguire il buon esito della revocatoria: dovrà limitarsi a dimostrare solo la consapevolezza, da parte di marito e moglie, di rendere a lui più difficile, con tale “sotterfugio”, la possibilità di recuperare il proprio denaro.

Ebbene, se la casa messa nel fondo patrimoniale è anche l’unica, o comunque la coppia non ha altri beni che possano consentire una rapida e sicura esecuzione forzata, la prova della consapevolezza del debitore di “frodare” il creditore risulterà ancora più agevole per quest’ultimo. Difficile infatti sfuggire dal sospetto che il fondo sia stato costituito sull’unico bene solo per evitare il pignoramento.

Altre strade?

Si sta aprendo spazio, in questi ultimi tempi, in luogo del fondo patrimoniale il nuovo vincolo di destinazione, anch’esso usato, al pari del fondo patrimoniale o del trust, per mettere al riparo, dai rischi del futuro, la propria casa. A riguardo rinviamo alla guida “Il nuovo vincolo di destinazione”.

note

[1] Cass. sent. n. 2530 del 10.02.2015.

Autore immagine: 123rf com

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