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Il governo voleva entrare nei PC degli italiani per intercettare il terrorismo

26 Marzo 2015
Il governo voleva entrare nei PC degli italiani per intercettare il terrorismo

Terrorismo Isis: l’allarme della norma che avrebbe consentito alla polizia di entrare nei computer delle persone.

Si è aperto un forte dibattito dietro l’emendamento, presentato dal Governo al “Pacchetto sicurezza antiterrorismo”, ma poi dallo stesso Governo stralciato, con cui si voleva attribuire alla polizia il potere di entrare nei computer degli italiani, leggerne email e dati, allo scopo di prevenire gli attentati terroristici.

In particolare, la norma avrebbe concesso alle autorità dei poteri speciali, quasi da clima di “guerra”, grazie ai quali, attraverso l’utilizzo di programmi tipici da hackers, avrebbero potuto, attraverso una connessione “da remoto”, intercettare ogni comunicazione presente in qualsiasi sistema informatico. Quindi, senza bisogno di essere indagati o soggetti a misure di prevenzione, qualsiasi italiano avrebbe potuto essere spiato segretamente (cosiddette intercettazioni preventive). E questo perché, secondo l’intelligence, il terrorismo internazionale – ma il riferimento, ovviamente, è a quello di matrice islamica – utilizza internet per lo scambio di importanti informazioni ai fini degli attentati.

Il Garante della privacy si era dimostrato perplesso e, con un parere, aveva detto che il diritto alla sicurezza pubblica deve sempre trovare un equilibrio con la privacy dei cittadini. Insomma, una risposta sibillina, da Oracolo di Delfi, che nascondeva, da un lato, il timore che si potesse, in questo modo, entrare nei segreti della gente con una scusa e ottenerne differenti informazioni per altri fini; dall’altro però, mostrava un’evidente preoccupazione per il clima che i foreign fighters hanno generato in tutto il mondo.

In ogni caso il ddl terrorismo impone ai providers di internet di oscurare i contenuti illeciti legati ai reati di terrorismo, pubblicati dagli utenti.

Privacy o sicurezza?

Cosa ne pensano i nostri lettori? È giusto consentire una intercettazione preventiva, su chiunque, per “frugare” nel computer dei cittadini, se lo scopo è quello di salvaguardare la sicurezza pubblica? Saresti disposto a cedere una parte della tua privacy per questo fine nazionale? Credi che la polizia ne farebbe un buon uso?


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