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Lo sai che? Falsi dirigenti all’Agenzia delle Entrate: le sentenze pro-contribuente

Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 marzo 2015

Tutto ciò che devi sapere sullo scandalo all’Agenzia Entrate ed Equitalia: quando le deleghe sono nulle e il funzionario è privo di poteri; i precedenti dei tribunali d’Italia.

Facciamo il punto della situazione sugli avvisi firmati dai funzionari senza delega. L’assenza di poteri in capo al firmatario dell’atto è considerata, dalla giurisprudenza, come una causa di nullità dell’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate. Conseguente e immediata è anche la pronuncia di illegittimità della cartella di Equitalia emessa dopo l’iscrizione a ruolo di tali tributi, in caso di mancato pagamento.

La questione dei “falsi dirigenti” sollevata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, sebbene non identica (lì si parla di personale con funzioni dirigenziali attribuite senza pubblico concorso) presenta elementi di stretta affinità tali da far presumere un’incondizionata applicazione degli stessi principi anche a tali fattispecie. E la questione diventa di scottante attualità posto che, da oggi, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della predetta sentenza della Consulta, sono decaduti dalla funzione di dirigente ben 1200 teste in forza presso il Fisco. E allora, giustamente, i contribuenti si domandano sulla sorte degli avvisi di pagamento ricevuti dall’Amministrazione finanziaria e da Equitalia.

Per il momento, pur avendo più volte raccomandato la massima prudenza, non registriamo ancora sentenze di segno contrario alla tesi “pro-contribuente”. E pertanto, stando ai principi sino ad oggi elaborati dai tribunali di merito e dalla Cassazione, si può affermare con tranquillità che:

– il funzionario “facente funzioni”, ossia che firma atti di accertamento, deve essere munito di delega da parte del dirigente;

– tale delega non può consistere in un semplice ordine di servizio, poiché deve essere un vero e proprio potere a impegnare esternamente l’Agenzia nei confronti del contribuente;

– la delega deve essere ovviamente scritta;

– la delega deve indicare necessariamente le generalità della persona delegata;

– la delega deve essere motivata: ossia deve specificare le esigenze di servizio che hanno determinato l’attribuzione di poteri in capo al delegato;

 

– la delega deve indicare il periodo di efficacia della stessa; è illegittima la delega “a tempo indeterminato”;

– se anche correttamente conferita, la delega deve essere prodotta in giudizio, in caso di contestazione da parte del contribuente. Il mancato deposito determina le stesse conseguenze che si sarebbero verificate se la delega non fosse mai esistita: ossia la nullità dell’avviso di accertamento;

– non è sufficiente una generica indicazione, in tabelle interne all’Agenzia, di “capo area dell’ufficio controlli” o “capo area imprese minori e medie dimensioni”: tali diciture non implicano la prova che il funzionario sia effettivamente munito dei poteri dirigenziali.

Ecco quindi una rassegna di sentenze, da noi in parte commentate, che accolgono i predetti principi (clicca sugli estremi della giurisprudenza per leggere l’articolo):

CTR Lombardia sent. n. 2184/2015 del 19.05.2015.

CTP Campobasso sent. n. 784/03/2015.

CTP Lecce sentt. n. 1789 e n. 1790/02/2015. 

CTP Milano, sent. n. 3222/25/15

Cass. sent. n. 14942 del 14.06.2013.

CTP Reggio Emilia sent. n. 187/2014 e n.195/2014

CTP Palermo, sent. n. 1429 del 31.03.2014

CTP Messina, sent. n. 449 del 14 giugno 2013

CTP Frosinone, sent. n. 636 del 7.01.2015

CTR Bologna, sent. n. 1425/2014

CTP Cambobasso sent. n. 138/13

CTR Sicilia, sent. n. 134 del 15.09.2011

CTP Asti, sent. n. 86 del 11.04.2011

CTP Torino, sent. n. 33 del 14.03.2011

CTP Terni, sent. n. 195 del 10.11.2010

CTP Trento, sent. n. 79 del 22.07.2013

CTP Bari, sent. n. 946/11/15 del 30.01.2015

CTP Napoli, sent. n. 3818/15

CTP Potenza, sent. n. 122/02/2015.

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Autore immagine: 123rf com


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