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Sassi dal cavalcavia: l’Anas non risponde

29 Marzo 2015
Sassi dal cavalcavia: l’Anas non risponde

Il gestore dell’autostrada non ha alcuna responsabilità e non è tenuto a  risarcire i danni che non sono diretta conseguenza della cosa costudita, ma dipendono dalla condotta di terzi.

Il proprietario della strada non è responsabile per la condotta di chi, dal cavalcavia, lanci sassi alle auto che passano sotto. E ciò vale anche se, sul ponte, non è stata effettuata la manutenzione della recinzione metallica che impediva il gettito di oggetti. Lo ha detto la Cassazione con una recente sentenza [1].

Non si può, allora, attribuire alcuna responsabilità oggettiva al custode del bene se il danno è procurato non dalla cosa in sé (come sarebbe, per esempio, nel caso di una buca apertasi sull’asfalto), ma dalla condotta illecita di un terzo: condotta, peraltro, imprevedibile e inevitabile.

È vero, la legge impone, al titolare della strada, un obbligo di vigilanza e di manutenzione, ma tale richiamo non è pertinente nel caso del lancio di sassi dal cavalcavia. Infatti, il gestore dell’autostrada può rispondere solo di quei danni causati direttamente dal bene in custodia (la strada) e non da altri fattori.

Ebbene, il lancio di sassi effettuato da terzi è un fattore del tutto estraneo al dinamismo della strada: si tratta, invece, di un fatto che non trova alcun rapporto di connessione tra la cosa e il danno.

Né si può invocare, a fondamento della responsabilità dell’Anas, neanche il fatto che siano presenti degli evidenti tagli della recinzione metallica relativa al cavalcavia.

Insomma, per la Suprema Corte, il lancio di sassi è solo un caso fortuito che, a tutto voler concedere, permette al danneggiato di chiedere il risarcimento al responsabile del comportamento illecito.


note

[1] Cass. sent. n. 6095/2015 del 26.03.2015.


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