Come chiudere il conto corrente e trasferirlo in altra banca

28 Marzo 2015


Come chiudere il conto corrente e trasferirlo in altra banca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Marzo 2015



Portabilità dei conti correnti: le regole e le modalità.

Con un recente decreto, il Governo ha attuato la riforma della cosiddetta portabilità dei conti correnti, ossia la possibilità per i correntisti di chiudere il proprio conto con la vecchia banca e trasferirlo in un’altra, senza costi, commissioni, restrizioni o penali, e quindi del tutto gratuitamente, ma soprattutto entro tempi certi: 12 giorni lavorativi dalla richiesta. Se l’istituto di credito non evaderà la richiesta entro questa scadenza scatterà una multa da 5.160 a 64.555 euro che potrà essere applicata anche ai dirigenti e/o ai dipendenti. Si tratta, però, di una sanzione amministrativa che al cliente non interessa in modo diretto, perché non va a finire nelle suo tasche. Tuttavia il correntista potrà rivendicare, per sé, un risarcimento danni secondo quantificazioni che saranno, questa estate, determinati con decreto ministeriale. In tale sede bisognerà verificare se la richiesta di risarcimento verrà vincolata alla dimostrazione di aver subito un effettivo danno (come, sino ad oggi, ha richiesto l’ABF e la giurisprudenza) o, invece, sarà determinato in via equitativa e a prescindere da qualsiasi prova.

Inoltre, in caso di errore delle banche durante il processo di trasferimento, il relativo costo è a carico della banca stessa.
La richiesta di chiusura di conto corrente bancario va presentata in forma scritta sugli appositi moduli. La richiesta può essere anche presentata tramite raccomandata a.r. o, eventualmente, tramite posta elettronica certificata (PEC).

La domanda va firmata da tutti gli intestatari e vanno restituite carte di credito, tessere Bancomat e tutti gli assegni inutilizzati.

In caso di assegni smarriti o rubati va presentata copia della denuncia e la banca procede all’ammortamento.

Dev’essere fornita sempre la documentazione di trasparenza relativa al conto corrente che si vuole sottoscrivere.

Le norme antiriciclaggio richiedono che per chiudere il conto la banca abbia copia dei documenti di identità di tutti gli intestatari.

La portabilità si applicherà anche ai conti titoli.

Tutte le banche offrono il trasferimento dei Sepa Direct Debit (l’ex Rid), i servizi di addebito diretto di pagamenti periodici e bonifici continuativi.

La nuova normativa si applicherà a partire dalle richieste presentate a giugno 2015: difatti la legge consente alle banche 3 mesi di tempo per adeguarsi alla regole.

Aperto il nuovo conto, vanno individuati i servizi attivi sul vecchio conto da trasferire.
La nuova e la vecchia banca devono fornire gratis, in modo chiaro e completo, tutte le informazioni necessarie per agevolare il trasferimento.
La portabilità del conto arriva qualche anno dopo quella dei mutui e la nuova norma solo apparentemente ha fatto tesoro di quell’esperienza, perché ne ricalca il contenuto fissando un termine, 12 giorni, che se non rispettato mette la banca a rischio di sanzioni.

I costi dei conti correnti

La tenuta di un conto corrente costa sempre meno: secondo Banca d’Italia, nel 2012 si è avuta una riduzione di circa 8,4 euro all’anno per conto.

Attenzione però: più un conto è “anziano”, più costa. Secondo la rilevazione di Banca d’Italia, infatti, i conti tenuti presso la stessa banca per oltre dieci anni sono gravati da 14,5 euro annui aggiuntivi, quindi “pesano” per 96,4 euro contro 81,9 euro, in aumento già a partire dal secondo anno. Questo perché sul primo anno vi sono spesso promozioni e incentivi, che vengono poi annullati da incrementi costanti dei costi fissi. Il solo primo anno, infatti, costa in gestione “solo” 55,9 euro medi contro 81,9. Come nel caso delle tariffe dei cellulari, quindi, potrebbe essere una buona idea cambiare banca ogni tre-quattro anni, ma solo facendo bene attenzione ai nuovi eventuali costi di apertura e mantenimento.

note

Autore immagine 123rf com


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