Tribunali: oltre 2mila dipendenti nuovi. Arriva il decreto sulla riorganizzazione


Tribunali: oltre 2mila dipendenti nuovi. Arriva il decreto sulla riorganizzazione

> Lavoro e Concorsi Pubblicato il 28 marzo 2015



Il consiglio dei ministri ha appena approvato la riorganizzazione del Ministero della Giustizia: il bando di mobilità finalmente operativo per diventare cancellieri in tribunale.

Operazione “rinforzi”: arrivano, nei tribunali, nuovi dipendenti pubblici da adibire alle cancellerie per supportare il lavoro reso più “complesso” dal Processo civile telematico (secondo alcuni tribunali), ma, soprattutto, per ridurre il forte carico di arretrato.

Si avrà una prima trance di mille dipendenti pubblici immediatamente, in gran parte presi dagli esuberi delle province; gli altri mille arriveranno entro la fine dell’anno.

È quanto previsto dal decreto, appena approvato dal Consiglio dei Ministri, sulla riorganizzazione del dicastero della giustizia. Da tale operazione, secondo il Guardasigilli, dovrebbe derivare un risparmio annuo di 64 milioni di euro.

Orlando ha ricordato che “da settembre gli uffici giudiziari non saranno più gestiti dai comuni ma dal ministero. Il Ministro ha ricordato inoltre il bando della mobilità grazie al quale, come detto, oltre 1031 persone passeranno da diverse pubbliche amministrazioni, in particolare le province, alle cancellerie. Ma, ha sottolineato il guardasigilli, “non sono sufficienti 1031, abbiamo scoperto di organico di ottomila persone. Una goccia nel mare, ma dalla fine del 1990 non c’erano immissioni. Stiamo lavorando all’immissione di altre mille persone nelle cancellerie entro la fine dell’anno, oltre a 250 assunzioni già previste. Inoltre abbiamo attinto alle liste degli idonei di altri ambiti della p.a. per individuare 96 giovani che manderemo in tutti i tribunali per un progetto di abbattimento dell’arretrato: non saranno inseriti nell’organico generale ma mandati laddove si immaginerà un percorso contro l’arretrato”.

Il decreto contiene una serie di misure di intervento organizzativo tra cui la riduzione da 61 a 36 delle direzioni, dei dirigenti di seconda fascia da 1.600 a 712 e dei provveditorati sul territorio da 16 a 11.

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