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Cartelle Equitalia: addio diritto di accesso dopo 5 anni dall’emissione

29 marzo 2015


Cartelle Equitalia: addio diritto di accesso dopo 5 anni dall’emissione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 marzo 2015



Cartella esattoriale: il diritto all’esibizione dell’estratto di ruolo, della relata di notifica o dell’avviso di ricevimento non può essere più fatto valere dopo il quinquennio.

Il contribuente ha certamente diritto di chiedere, agli sportelli di Equitalia, l’accesso agli atti e, quindi, l’estratto di ruolo da cui risulti tutta la propria posizione debitoria nei confronti dell’erario. Questo gli consente l’esatto ammontare del proprio debito, il numero di cartelle notificategli e la scadenza delle stesse. Il cittadino potrebbe anche richiedere le prove dell’avvenuta notifica ossia, nel caso di notifica a mani, la relata di notifica (redatta dal messo) o, nel caso di notifica per posta, la cartolina con l’avviso di ricevimento.

 

Equitalia – pur non essendo una pubblica amministrazione – ha l’obbligo di fornire tale documentazione entro 30 giorni dalla richiesta (pena la possibilità di presentare ricorso al TAR o al difensore Civico, per il silenzio diniego). È la legge sulla trasparenza amministrativa che lo impone [1] a tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse.

La richiesta può essere inviata ad Equitalia anche attraverso la posta elettronica certificata, comodamente dal pc di casa.

Attenzione però: il cittadino non può più esercitare tale diritto una volta trascorsi cinque anni dall’emissione della cartella di pagamento. Lo ha chiarito il TAR di Reggio Calabria con una recente sentenza [2]. Nel provvedimento in commento i giudici amministrativi hanno bocciato il ricorso di un cittadino che, dopo aver presentato l’istanza di accesso agli atti si era visto opporre il secco rifiuto di Equitalia, per via del fatto che era già trascorso un quinquennio.

L’obbligo, a carico dell’amministrazione, di mostrare la documentazione richiesta con l’esercizio del diritto di accesso scatta solo se, in capo all’amministrazione, vi sia il dovere di custodia degli atti o dei documenti di cui si chiede l’accesso. E, a riguardo, la legge sulla riscossione dei tributi impone all’amministrazione esattrice di custodire la relata e la cartella di riscossione solo per cinque anni. Trascorso tale termine, dunque, deve ritenersi legittimo il comportamento dell’amministrazione che nega l’accesso a documenti amministrativi dei quali non è più in possesso ovvero deve ritenersi infondata la pretesa di accedere alla documentazione stessa.

note

[1] Legge sul procedimento amministrativo: comma 6, art. 22, legge n. 241/1990. Quando oggetto della richiesta di accesso sono le cartelle esattoriali, va applicata la normativa speciale in tema di “Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito” (Dpr n. 602/1973) e, in particolare, quanto fissato sulla “Notificazione della cartella di pagamento” (comma 4, art. 26).

[2] Tar Reggio Calabria, sent. n. 160/2015.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Di diverso orientamento è la sentenza 3824/2014 della ctp di milano secondo la quale, fin quando il credito non è stato riscosso, l’agente della riscossione ha l’obbligo di conservare la cartella e di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione.

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