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Lo sai che? Perdono dei reati: l’archiviazione anche per i fatti passati

Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2015

Tenuità del fatto: la nuova norma avrà effetto retroattivo e potrà essere posta anche in Cassazione.

Dal 2 aprile, i reati meno gravi (o meglio, “tenui”) saranno perdonati. In pratica, per via della recente riforma [1] varata dal Governo, non si applicherà più la pena prevista dal codice penale, ma si procederà immediatamente all’archiviazione salvo che il reo non manifesti una particolare attitudine a delinquere (per un approfondimento più tecnico leggi “Tenuità del fatto: una guida per l’imputato e il danneggiato”).

Ma, poiché le norme penali più favorevoli al reo (quelle cioè che, modificando una precedente norma, introducono un trattamento di pena più lieve rispetto al passato) hanno sempre effetto retroattivo (al contrario di quelle sfavorevoli che, invece, valgono solo per il futuro), la nuova legge si applicherà anche ai reati già commessi e la cui punizione non sia stata già scontata completamente. In tal caso, il giudice potrà rifiutare la concessione della non punibilità solo se l’indagato/imputato abbia già commesso, in passato, altri reati simili per condotta, scopo od oggetto di offesa.

Così, se anche la nuova normativa si applica a partire dal 2 aprile 2015, chi, per esempio, sia stato colto, prima di tale data, a rubare in un supermercato, o a guidare in stato di ebbrezza, o a spacciare droghe, o abbia commesso un accesso abusivo a un sistema informatico altrui o, ancora, abbia minacciato qualcuno (anche in modo grave) non sarà ugualmente punito. Insomma: tutto archiviato, presente, futuro e passato.

Il principio per cui, nel diritto penale, la norma che prevede trattamenti più sfavorevoli non può mai avere effetto retroattivo è assoluto e invalicabile. Ne consegue che nessuno, oggi, può essere punito per un fatto commesso ieri se, dopo tale fatto, è stata introdotta una legge che vieta e punisce tale comportamento.

Tanto è stato affermato più volte sia dalla Corte Costituzionale [2], dalla Cassazione che dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Al contrario, la norma che, rispetto al passato, dispone un “alleggerimento” della pena o addirittura – come nel caso di specie – la cancelli del tutto, di norma è retroattiva, ossia si applica anche ai fatti commessi in passato. È il cosiddetto principio del “favore” nei confronti del reo (favor rei). Un principio, però, che in determinate circostanze, può essere derogato, se vi sono giustificazioni oggettive ragionevoli e, in particolare, se c’è la necessità di tutelare interessi a esso contrapposti, di analogo rilievo.

Ma, nel caso della nuova legge sulla non punibilità dei fatti tenuti, non ci sono ragioni per negare la sua retroattività anche ai fatti pregressi tuttora sotto processo. In questa ottica, la questione della possibile applicabilità dell’irrilevanza del fatto potrebbe essere posta anche per la prima volta in Cassazione.

note

[1] D.lgs. n. 28 del 26.03.2015.

[2] C. Cost. sent. n. 236/2011.

Autore immagine: 123rf com


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