Triplo aumento di IVA automatico salvo nuove tasse

30 marzo 2015


Triplo aumento di IVA automatico salvo nuove tasse

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2015



Il rincaro scatterà automaticamente a meno che non venga approvato un apposito decreto con nuove entrate o ulteriori tagli.

 

Siamo infine arrivati alla verifica. Il tanto temuto aumento dell’IVA, inserito, “di nascosto” (con la cosiddetta clausola di salvaguardia) nell’ultima legge di Stabilità, si sta per approssimare senza che nessuno lo abbia ancora disinnescato. Ricordiamo, infatti, che l’ultima finanziaria ha previsto un triplo rincaro, in forza del quale, dal 2016 al 2018, l’imposta sul valore aggiunto arriverà a toccare il 25,5% (per quanto riguarda l’IVA ordinaria attualmente al 22%) e il 13% (per quella agevolata, attualmente al 10%).

In particolare, nel 2016 l’IVA salirà dal 22 al 24% e dal 10 al 12%. Dal 2017 è previsto un altro rincaro di un punto per entrambe le aliquote. Mentre nel 2018 è programmato un ultimo ritocco dello 0,5% alla sola aliquota ordinaria – che arriverebbe così al 25,5% – e un rincaro da 700 milioni delle accise sui carburanti.

Ma, ciò che è passato in sordina è che questo aumento sarà automatico, ossia non saranno necessarie né nuove norme, né decreti, provvedimenti o quant’altro per consentire al governo di valersi di tale clausola di salvaguardia. Dunque, se tutto rimarrà così com’è, tra circa 9 mesi scatterà il primo aumento che porterà l’IVA dal 22% al 24% e quella del 10% invece salirà al 12%.
La legge di stabilità prevede solo la possibilità, per l’esecutivo, di evitare il rincaro dell’IVA, ma ciò a condizione che vengano adottati provvedimenti che garantiscano “gli stessi effetti positivi sui saldi di finanza pubblica” ossia non solo maggiori entrate, ma anche ulteriori tagli di spesa. In buona sostanza, gli italiani eviteranno l’aumento dell’IVA a condizione di accettare un’ulteriore spending review (oltre alle ultime già sufficientemente rigorose) o nuove tasse.

Per disinnescare l’aumento automatico dell’IVA, il Consiglio dei ministri dovrà intervenire entro il 15 gennaio 2016 con un ennesimo decreto su aliquote d’imposta, agevolazioni e detrazioni, così da assicurare 3,2 miliardi di maggiori entrate.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha già annunciato che non ci saranno aumenti. Ma il punto è che, nelle voci di bilancio, il gettito Iva offre numeri più solidi, certi e, soprattutto, più graditi agli occhi degli osservatori internazionali rispetto al riordino delle agevolazioni o alla spending review, tante volte annunciati e mai realizzati negli ultimi anni. Secondo, infatti, quanto citato dal Sole24Ore, un punto di Iva ordinaria vale circa 4 miliardi di maggior gettito all’anno, mentre un punto di Iva al 10% ne vale 2,3.

Insomma, chi non si fida delle dichiarazioni del Governo ha poco da stare tranquillo.

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Autore immagine: 123rf com

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