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Fondi per l’internazionalizzazione: percorso a ostacoli e solo per PMI virtuose

8 Maggio 2016 | Autore:
Fondi per l’internazionalizzazione: percorso a ostacoli e solo per PMI virtuose

Disponibili fondi per favorire l’internazionalizzazione delle PMI Italiane, ecco come funziona.

E’ stata pubblicata dal SIMEST la circolare attuativa [1] per l’utilizzo dei fondi che il Ministero dello Sviluppo Economico, a ottobre 2015, con apposito decreto, aveva deciso di destinare al finanziamento delle Piccole e Medie Imprese che sono impegnate sul fronte della esportazione e della internazionalizzazione.

Internazionalizzazione PMI: i fondi previsti

L’intervento prevede la costituzione e l’utilizzo di un Fondo ulteriore, che si affianca a quello previsto per l’internazionalizzazione, pertanto ora le misure a disposizione delle PMI, sono due:

  • Fondo per l’internazionalizzazione (Fondo 394/81);
  • Fondo per la crescita sostenibile.

Quest’ultimo è stato dotato di una provvista di 80 milioni di euro ed ha come scopo quello di intervenire a diminuire l’importo della garanzia da prestare a favore del Fondo per l’internazionalizzazione in caso di richiesta di finanziamento o di contenere l’importo della garanzia da prestare in caso di richiesta di accesso a finanziamenti di sostegno della patrimonializzazione per imprese che esportano beni e/o servizi.

Internazionalizzazione PMI: Cosa viene finanziato?

I fondi sono destinati a sostenere:

  1. I finanziamenti per programmi di inserimento sui mercati extra UE [2];
  2. I finanziamenti agevolati per la patrimonializzazione delle PMI esportatrici [3].

Internazionalizzazione PMI SIMEST: chi può partecipare

Possono richiedere le agevolazioni:

  • Le PMI che esportano abitualmente beni e/o servizi;
  • Le PMI che intendono espandere l’attività su mercati esteri in Paesi Extra UE.

Il primo intervento: i programmi di inserimento su mercati extra Ue finanziabili, per una quota, senza garanzia

I programmi relativi alla internazionalizzazione devono riguardare:

  • La penetrazione in mercati localizzati in Paesi extra UE;
  • La apertura di una struttura non configurabile come rete di distribuzione all’estero, dunque si ritiene che si debba trattare dell’apertura di un negozio o di un ufficio o di un corner inserito in un più ampio spazio commerciale;
  • La diffusione e la commercializzazione di beni e servizi, sia prodotti in Italia che prodotti altrove, purchè a marchio di imprese italiane.

Come accedere alle agevolazioni della riduzione della garanzia finanziamenti internazionalizzazione PMI?

Per accedere alla riduzione della garanzia richiesta a fronte dei finanziamenti concessi, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • La gestione del punto vendita potrà essere effettuata direttamente dall’impresa richiedente o anche attraverso un soggetto locale;
  • La richiesta potrà essere effettuata solo per un Paese e solo per una struttura;
  • L’insediamento estero potrà essere realizzato con strumenti partecipativi (costituzione di società all’estero, sia con partner locali che a capitale interamente italiano), o tramite l’apertura di una branch o tramite altri tipi di contratto, esclusi quelli costitutivi, sia formalmente che sostanzialmente, di reti distributive estere;
  • L’impresa richiedente deve sottoscrivere una dichiarazione di impegno a non aprire nel Paese extra Ue di destinazione ulteriori strutture nei tre anni successivi alla data della delibera di concessione del finanziamento, pena la revoca;
  • Il finanziamento potrà essere concesso nella misura massima dell’85% delle spese ammissibili;
  • La domanda deve essere presentata su apposito modulo disponibile sul sito web di Simest (simest.it) con firma digitale, direttamente dalla impresa richiedente;
  • La garanzia da rilasciare per ottenere il finanziamento potrà essere ridotta in funzione dello “scoring” della PMI richiedente, calcolato dal Comitato Agevolazioni, in base alla valutazione degli indici patrimoniali/reddituali ed alla dimensione delle imprese richiedenti;
  • I programmi predisposti da più PMI italiane congiuntamente devono essere attuati attraverso la costituzione di una rete di impresa o altri tipi di contratti di collaborazione, dando mandato con rappresentanza all’impresa capofila di gestire tutti i rapporti relativi al finanziamento.

Internazionalizzazione PMI: la patrimonializzazione

Per quanto riguarda il secondo intervento, tutte le richieste di finanziamento per patrimonializzare le PMI che esportano abitualmente, sono ammissibili alla riduzione della garanzia da prestare per ottenere i finanziamenti richiesti.

In conclusione si può osservare che la misura, sicuramente interessante viste le difficoltà che hanno tutte le imprese a reperire garanzie per ottenere finanziamenti, potrà avere effetti positivi soprattutto per le PMI di minori dimensioni, visto che quelle di maggiori dimensioni sono ritenute meno sostenibili nello “scoring” previsto dalla norma.

Fra le PMI di minori dimensioni poi, l’effetto di riduzione della garanzia più rilevante, lo otterranno le imprese dotate di maggiore solidità patrimoniale.

Pertanto se l’effetto desiderato dalla misura era quello di aiutare le imprese meno solide ad accedere ai finanziamenti agevolati per penetrare mercati esteri e per aumentare la patrimonializzazione delle imprese esportatrici, non sembra che questo obiettivo possa essere raggiunto, visto che lo “score” premia le imprese più virtuose.

In ogni caso, dagli schemi inseriti nella Circolare della SIMEST, sembra che la massima agevolazione possibile per le PMI di minori dimensioni sia una riduzione del 40% della garanzia da prestare, mentre per le imprese di maggiori dimensioni la riduzione della garanzia ottenibile sarà del 5%.

Internazionalizzazione PMI: un’osservazione finale sulla dotazione finanziaria

Vorremmo chiudere con un’osservazione finale: forse un po’ più di coraggio ed un po’ più di denaro a sostegno delle imprese potrebbe consentire di raggiungere risultati più apprezzabili, considerato che anche l’ammontare del fondo (80 milioni di euro) non sembra costituire un impegno irresistibile da parte del Ministero.


note

[1] Circolare n. 2/2016 – SIMEST

[2] Legge 133/08, art. 6, comma 2, lettera a) e successive modificazioni – DM 21.12.2012, art. 3, comma1, lettera a)

[3] Legge 133/08, art. 6, comma 2, lettera c) e successive modificazioni – DM 21.12.2012, art. 3, comma 1 lettera c1)


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