HOME Articoli

Editoriali Dichiarazione precompilata: un salasso di spese per i contribuenti

Editoriali Pubblicato il 30 marzo 2015

Articolo di




> Editoriali Pubblicato il 30 marzo 2015

Tutt’altro che una semplificazione: il 730 precompilato non è affatto precompilato; anzi, comporta un raddoppio dei costi e un aumento delle responsabilità.

Dichiarazione dei redditi precompilata”: detto così sembrerebbe una rivoluzione fiscale senza precedenti, una storica semplificazione per i contribuenti, maggiore facilità di invio e nessun pericolo più di sbagliarsi. Ma non è affatto così. Anzi, il rischio è che il nuovo sistema diventi molto più pericoloso, e soprattutto costoso, rispetto al vecchio.

La dichiarazione cosiddetta “precompilata” non è affatto precompilata. L’Agenzia delle Entrate si limita, infatti, a indicare solo i dati essenziali dei redditi del contribuente, l’intestazione e qualche altra informazione che ha reperito attraverso le proprie banche dati (si pensi agli immobili intestati o eventuali contratti di fitto registrati). Per il resto (circa il 70% della dichiarazione) la dichiarazione resta “in bianco” e tocca al contribuente compilarla. O meglio, egli, salvo non sia un esperto del settore, dovrà delegare un professionista o un Caf che acceda al suo cassetto fiscale e compili i dati incompleti. Un compito complesso, difficile e molto delicato (vedremo dopo perché) che ha già portato numerosi Caf ad aumentare i propri compensi fino al doppio delle tariffe rispetto a quelle dell’anno scorso.

Tanto per citare una delle numerose “originalità” (per usare un eufemismo) del nuovo sistema, gli eventuali errori commessi nella dichiarazione precompilata comporteranno una responsabilità non per il contribuente, ma per il professionista delegato. Il quale, pertanto, sarà tenuto a dotarsi di una assicurazione con massimali superiori rispetto a quelli degli anni precedenti. Costi che, ovviamente, ricadranno sul contribuente.

Il problema è tutt’altro che virtuale. Infatti, un po’ per via dell’enorme mole di dati che pioverà sull’Agenzia delle Entrate, un po’ per la novità procedurale e delle tempistiche ristrette, le inesattezze commesse dal Fisco saranno tutt’altro che un’eccezione. Inoltre, gli uffici dell’amministrazione finanziaria non sono in possesso di dati fondamentali per la compilazione della dichiarazione come (almeno per ora) le ricevute per prestazioni mediche specialistiche o gli scontrini “parlanti” per l’acquisto di medicinali o spese di ristrutturazione, o, ancora, le fatture per acquisti di dispositivi medici. Per maggiori precisazioni e informazioni in caso di compilazione ed errori, leggi “Se il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate è incompleto”.

Insomma, questa “post-produzione” spetterà ancora ai Caf. Nulla di nuovo sotto il sole, ma con la differenza di un forte aumento dei costi e delle sanzioni (sui professionisti) in caso di errore.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI