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Giornata retribuita per donare il sangue: come funziona

9 Maggio 2016
Giornata retribuita per donare il sangue: come funziona

Le modalità di richiesta della giornata di riposo retribuita che spetta al lavoratore: quando spetta, come fare.

Non tutti sanno che donare il sangue, oltre ad essere eticamente corretto e incredibilmente importante, è anche conveniente per il lavoratore. Egli ha infatti diritto ad una giornata lavorativa di riposo retribuita dall’INPS. Vediamo come funziona.

Chi può donare il sangue?

Donare il sangue è una scelta nobile che salva delle vite. Chiunque rientri nei requisiti e sia in condizioni fisiche di fare questa scelta dovrebbe, per dovere civico e non per convenienza, provare a vivere questa esperienza che oltre ad essere importantissima per il sistema sanitario è effettivamente il modo più semplice e civile per aiutare a salvare la vita di uno sconosciuto. Non tutti possono però donare il sangue. Ecco i requisiti.

  • età compresa tra i 18 e i 60 anni per quel che riguarda il sangue intero,
  • peso superiore ai 50 Kg,
  • pulsazioni comprese tra 50 e 100 battiti al minuto,
  • pressione arteriosa compresa tra 110/180 e 60/100,
  • in buono stato di salute.

Tra una donazione e l’altra bisogna aspettare 90 giorni per gli uomini e 180 giorni per le donne. In un anno un uomo, quindi, può donare sangue 4 volte mentre una donna soltanto 2.

Giorno di riposo per donare il sangue: a chi spetta?

Il giorno di riposo per donare il sangue spetta qualora la donazione avvenga in una struttura autorizzata dal Ministero della Sanità (dunque non solo gli ospedali e le ASL ma anche ad esempio la rete AVIS sul territorio).

Possono usufruire di questo vantaggio tutti i lavoratori dipendenti purchè assicurati presso l’INPS e purchè la misura minima di sangue donato sia superiore a 250 grammi.

Non si prevede invece una giornata lavorativa retribuita per i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata.

Donazione di sangue: quali documenti presentare al datore di lavoro

A seguito della donazione di sangue sarà necessario presentare al datore di lavoro il certificato medico rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo in cui siano indicati:

  • i dati anagrafici del lavoratore;
  • dati di un documento di identità;
  • quantità di sangue prelevata oltre al giorno;
  • l’ora del prelievo.

Inoltre il lavoratore dovrà presentare una dichiarazione che attesta che la donazione è avvenuta a titolo gratuito, la fruizione del riposo e la ricezione della relativa indennità.

Quanto si percepisce per la donazione di sangue?

Al lavoratore spetta la retribuzione corrispondente alle ore non lavorate comprese nella giornata di riposo. Questo implica che il lavoratore può anche non avere titolo ad alcuna retribuzione (es.: donazione effettuata di sabato in caso di settimana corta) oppure può avere diritto ad una retribuzione inferiore a quella giornaliera (es.: lavoratore che si assenta per la donazione prima del termine dell’orario di lavoro).

Chi paga la giornata di riposo per la donazione di sangue?

La giornata di riposo per la donazione di sangue viene anticipata dal datore di lavoro. Questi poi richiederà all’INPS il rimborso di quanto anticipato.

Possono richiedere il rimborso solo:

  • i datori di lavoro non tenuti alla denuncia contributiva;
  • gli artigiani che occupano solo apprendisti.

Alla domanda devono essere allegati, per ciascun donatore:

  • la dichiarazione del donatore;
  • il certificato medico.

La domanda di rimborso deve essere inoltrata alla sede Inps di competenza entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha donato il sangue.



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